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Osservatorio Link Campus, 84% giovani a favore vaccini Covid, cresce fiducia in scienza

03 giugno 2021 | 17.58
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Peggiora invece quella verso la politica, non si fida il 74,6%

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(Fotogramma)

Il recupero della sicurezza, che il 44,6% dei giovani dichiara di avere smarrito a causa della pandemia, passa in primis attraverso la vaccinazione di tutta la popolazione (42,1%), l’allentamento delle misure e un relativo ritorno alla normalità (30%). In tema di vaccinazioni gli intervistati non mostrano esitazioni, dichiarandosi assolutamente favorevoli al vaccino anti-Covid (84,6%), di cui auspicano di potere beneficiare al più presto (79,4%), principalmente per proteggere la sfera dei propri affetti (per il 46,4% rappresenta infatti una forma di tutela nei confronti dei propri genitori/nonni). La fotografia emerge dal 9° Rapporto di Ricerca annuale di “Generazione Proteo”, l’Osservatorio permanente sui giovani della Link Campus University, realizzato quest’anno in partnership con Grandi Scuole e che ha visto intervistati 1.812 studenti italiani degli ultimi anni delle superiori, rappresentativi dell’intero territorio nazionale e delle diverse tipologie di indirizzo, e che restituisce l’identikit della 'Generazione post-Covid'.

L’adesione piena al vaccino come principale antidoto alla pandemia trova conferma anche nella fiducia che gli intervistati dichiarano di nutrire nei confronti della scienza (il 44,1% dichiara che la fiducia è aumentata), considerata spinta all'evoluzione del mondo (56,4%). Una fiducia che si estende anche ai dati scientifici (56,7%), ma non agli scienziati, di cui i giovani lamentano in particolare l'essere troppo “presenzialisti” in tv (13,9%) e altrettanto troppo in combutta con la classe politica (20,2%).

All’incremento della fiducia nei confronti della scienza fa da contraltare un sensibile peggioramento della fiducia nei confronti della magistratura (59,6%) e dell’Unione europea (47,1%), ma soprattutto della politica (74,6%). Una politica nei confronti della quale i giovani si dichiarano per nulla (21,5%) e poco interessanti (42,4%), a fronte di un complessivo 33,6% di interessati, in sensibile calo rispetto al complessivo 42,1% di un anno fa, e questo anche perché vi è la convinzione di una politica per nulla (41,1%) o poco (47,2%) disposta ad ascoltare le giovani generazioni.

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