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Pakistan: Asia Bibi, lunedi' al via processo d'appello

15 marzo 2014 | 16.21
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(Aki) - Si riaprira' lunedi' in Pakistan, con un'udienza davanti all'Alta Corte di Lahore, il processo ad Asia Bibi, la pakistana madre di cinque figli, cristiana protestante, arrestata nel 2009 e condannata a morte l'anno seguente da un tribunale pakistano di primo grado in base alla ''legge sulla blasfemia''. L'accusa suo carico e' di aver offeso il Profeta Maometto. La donna si trova attualmente nel carcere femminile di Multan e, come ha riferito all'agenzia Fides la difesa di Asia Bibi, non sara' presente in aula per motivi di sicurezza.

Un'udienza sul caso era stata programmata nel febbraio scorso, ma poi rinviata. La difesa di Asia Bibi si avvale di un team guidato dall'avvocato cristiano Naeem Shakir, noto nel campo della difesa dei diritti umani, premiato dal governo pakistano nel 2012 con lo 'Human Rights Defender Award'. L'avvocato ha detto a Fides di ''essere fiducioso riguardo l'andamento del processo e la liberazione della donna''. Nel team vi sono anche avvocati musulmani: la difesa non vuole che il caso sia strumentalizzato in un ''conflitto di religione''. ''Asia e' innocente - hanno detto a Fides dal team della difesa - Se non vi saranno pressioni sui giudici, e se il caso verra' gestito con cura e diligenza, Asia sara' rilasciata''.

Secondo le previsioni, saranno necessarie tre o quattro udienze davanti all'Alta Corte e una sentenza potrebbe essere emessa entro sei mesi. Le spese legali sono per sostenute dalla Renaissance Education Foundation di Lahore e da alcune Ong. ''Attendiamo da anni che Asia sia liberata'', ha detto all'agenzia il marito di Asia Bibi, Ashiq Masih, che insieme agli avvocati ha visitato la donna a Multan una settimana fa. ''Ha sofferto di febbri ma ora e' in buone condizioni - ha aggiunto - Prega e spera e chiede a tutti di pregare per lei. Asia ha sofferto in carcere, da innocente, per molti anni''. Le comunita' cristiane di Lahore, conclude Fides, stanno invitando tutti alla preghiera con il 'passaparola'. Il caso di Asia Bibi ha sconvolto il Pakistan: nel 2010 l'allora ministro cattolico delle minoranze, Shahbaz Bhatti, e il governatore del Punjab, Salmaan Taseer, musulmano, furono uccisi da estremisti perche' sostennero modifiche alla controversa ''legge sulla blasfemia'', che punisce con l'ergastolo e la pena di morte il vilipendio al Profeta Maometto e al Corano.

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