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Parte dalla bioplastica la rivoluzione della chimica verde

02 aprile 2014 | 17.21
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Non solo shopper per la spesa e sacchetti per la frazione umida per la raccolta differenziata. Ma anche posate e pneumatici. Ecco come la bioplastica si sta preparando a rivoluzionare il settore della chimica. Va proprio in questa direzione l'attività della Novamont che con il marchio Mater Bi produce e commercializza un'ampia famiglia di bioplastiche innovative. La produzione di Mater-Bi ha avuto inizio nel 1990, nello stabilimento di Terni. (VIDEO)

Il Mater Bi, spiega all'Adnkronos, Federico Cioci, direttore stabilimento Novamont di Terni, ''è una bioplastica realizzata a partire dall'Origo bi che è un biopolitestere ottenuto da fonte rinnovabile e dall'amido di mais con un processo a basso impatto ambientale che consente uno sfruttamento efficiente delle risorse per ottenere questo materiale che poi viene trasformato''.

Le componenti vegetali utilizzate nella produzione sono di varia natura e tutte estratte da piantagioni per cui non vengono sfruttati terreni vergini o deforestati. L'amido di mais, ad esempio, è una sostanza già utilizzata come additivo industriale per dare vita a molti prodotti, come la carta. Inoltre, il mais utilizzato è geneticamente non modificato e coltivato in Europa.

Il processo di produzione, sottolinea Cioci, ''è continuo. In questo stabilimento si lavora 24h al giorno sette giorni su sette e abbiamo una capacità produttiva di circa 90mila tonnellate annuo''. Sotto il profilo ambientale, Enti di certificazione accreditati garantiscono la biodegradazione in diversi ambienti di smaltimento. E' così possibile recuperare i rifiuti in Mater Bi mediante il riciclaggio organico insieme con gli scarti di cucina e rifiuti del giardino. Per molti gradi è inoltre garantita anche la biodegradazione in compostaggio domestico ed in suolo.

Il prodotto, sottolinea Cioci, ''viene ingegnerizzato dall'inizio cioè dalla coltura dalla quale si ottengono gli intermedi per produrre la bioplastica, viene seguito lungo tutto un ciclo di vita e poi nella fase di smaltimento. Questi materiali devono essere conferiti in un impianto di compostaggio, poi vengono utilizzati per formare compost o fertilizzanti''.

Attualmente l'applicazione principale del Mater Bi, ''è sicuramente il sacchetto per la spesa, per la raccolta differenziata per la frazione organica umida e tutti i materiali cosiddetti usa e getta che poi possono essere inviati insieme alla raccolta umida agli impianti di compostaggio per produrre fertilizzanti".

Ma ci sono anche altre numerose applicazioni "come ad esempio il biofiller per i pneumatici che sono degli additivi che danno un'elasticità particolare al pneumatico, riducono l'attrito per rotolamento e quindi la necessità di elevati quantità di carburanti per la trazione''.

Quanto all'attività della Novamont, Cioci spiega che, oltre al sito di Terni, ''abbiamo quello di Patrica dove si produce con una tecnologia innovativa l'Origo Bi con una capacità produttiva di circa 60mila tonnellate l'anno che è l'intermedio che viene poi utilizzato per la produzione di Mater Bi. Nel sito di Porto Torres in Sardegna è in costruzione un impianto per la produzione di intermedi che sono acidi bicarbossilici di origine rinnovabile e di biolubrificanti. Nel sito di Adria a Rovigo, invece, c'è una piattaforma biotecnologica per la produzione del biobutandiolo con processi di fermentazione, un microrganismo sviluppato proprio per produrre intermedi''.

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