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Montagna: Uncem Piemonte, pioggia di email per borghi alpini su Ebay

26 luglio 2014 | 16.50
LETTURA: 4 minuti

Scrivono e chiamano dagli Stati Uniti, dall'Australia, dagli Emirati Arabi, ma anche da Milano e Firenze. "Con la Regione possiamo lavorare a una specifica legge che incentivi il recupero di intere borgate, superando vincoli e ostacoli" dice Lido Riba, presidente di Uncem Piemonte

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Calsazio

A tre settimane dall'inserimento su Ebay dell'annuncio per la vendita d alcuni borghi alpini piemontesi, sono oltre 200 le email con manifestazioni di interesse arrivate all'Uncem Piemonte, con PieMonti Risorse promotore dell'iniziativa di marketing territoriale, accompagnate da telefonate di richieste di informazioni.

C'è chi chiede di poter volare sui borghi abbandonati in elicottero, chi le distanze dall'aeroporto, chi vuole progetti e tavole, chi di fissare la data per un sopralluogo. Scrivono e chiamano un po' da tutto il mondo, dagli Stati Uniti, dall'Australia, dagli Emirati Arabi, ma anche da Milano e Firenze.

Chi scrive non e' stupito che esista in Piemonte un immenso patrimonio di borghi e immobili abbandonati e da recuperare, piuttosto alcuni interlocutori sono perplessi per l'incapacità degli investitori italiani di cogliere opportunità di investimenti e di business, mentre da alcuni emergono le preoccupazioni per l'iter burocratico legato ad investimento e recupero.

''Abbiamo avviato un'analisi delle tante mail arrivate - spiega Marco Bussone, coordinatore del programma Borghi alpini - si tratta di un lavoro complesso e non semplice. Ma è evidente che abbiamo visto giusto due anni fa a iniziare la mappatura dei borghi abbandonati o semispopolati. Anche se non fu possibile un'analisi scientifica vista l'assenza di risorse per il progetto, capimmo che non erano importanti le case e le baite singole, quanto i borghi, i gruppi di case, dalle cinque alle cinquanta, sui quali si può fare un piano complessivo di recupero e rivitalizzazione. Solomeo e Santo Stefano di Sessanio, Triora e Bussana Vecchia, piuttosto che Finalborgo ci hanno messo sulla strada giusta". E dalla mappatura bottom up si è passati alla promozione.

''Sbaglia chi ha definito la vendita su Ebay una provocazione - prosegue Bussone - gravissimo errore anche dire che Calsazio non è vendibile visto che vi abitano alcune persone. Chi sostiene queste tesi non ha capito che il tema è serissimo e non riguarda solo Calsazio piuttosto che Lunelle in vendita sul sito".

"Il fronte aperto è evidente -sottolinea Bussone- cosa facciamo di questo immenso patrimonio abbandonato, che arriva a comprendere oltre 5000 immobili nell'arco alpino piemontese, quale strategia adottiamo per agevolare investimenti e recupero, come mappiamo le opportunità che si aprono sul fronte delle volontà di singoli o imprese di avviare nuove attività economiche e quale deve essere l'opportuno e indispensabile ruolo dei Comuni, del pubblico, del facilitare la rivitalizzazione di borghi fatti di immobili perlopiù privati''.

''Non possiamo agire da soli -spiega il presidente di Uncem Piemonte Lido Riba- e nel percorso di analisi, di contatto con potenziali investitori, dobbiamo stringere un patto operativo con la Regione. Sono certo che l'assessore Valmaggia potrà cogliere questa nostra proposta come volano per riportare con forza le politiche per la montagna e per i piccoli comuni al centro delle strategie regionali per lo sviluppo. Di certo i Comuni, i soggetti pubblici, di fronte a investitori, a privati che recuperano e reinsediano attività economiche, a potenziali soggetti che richiedono piani di recupero di interi borghi non possono avere un ruolo passivo è passivo''

''Sarebbe drammatico relegare iniziative di privati che investono a questioni marginali per l'ente pubblico. Al contrario, -prosegue Riba- gli investimenti devono essere agevolati, cercati e favoriti. Dobbiamo ripensare al marketing territoriale che negli ultimi anni è stato ignorato. Con la Regione possiamo lavorare a una specifica legge che incentivi il recupero di intere borgate, superando vincoli e ostacoli. In primis quello del reperimento di proprietari eredi, emigrati o non rintracciabili, che bloccano l'acquisizione totale di un borgo. Servono ad esempio misure urgenti e tutele per i sindaci che ricorrono a espropri per garantire la sicurezza pubblica''.

''Su questi e altri fronti, Uncem è pronta a fare la sua parte - conclude Riba - a lavorare con Regione e altri soggetti istituzionali che vogliono invertire la pericolosa spirale dell'abbandono, trasformando i borghi fantasma in luoghi di vita, relazione, comunità, nuova economia''.

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