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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

03 giugno 2014 | 09.35
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Roma, 3 giu. (Labitalia) - "Renzi ha scelto soprattutto di restare costantemente in contatto con le persone. E questa è la metodologia che abbiamo scelto a Palazzo Chigi. Su ogni proposta di riforma chiediamo contributi e idee alla gente. Sulla pubblica amministrazione sono arrivate quasi 40mila email. Ecco un partito forte per me è un partito che ha un legame direi quotidiano con le persone, che cioè non si accontenta di chiamarle al voto o alle primarie, ma che sta mobilitato anche sulle idee e sulle proposte". Così, in un'intervista a 'L'Unità', il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio. "Rimango convinto che dobbiamo inventarci -avverte- forme nuove, meno strutturate. Si può essere un grande partito nazionale non a seguito di una sommatoria tra gruppi dirigenti, ma facendosi interprete dei bisogni e dei sogni della gente".

"L' elenco delle raccomandazioni europee altro non è che la lista dei problemi da risolvere per il nostro Paese. Una volta di più, mi sembra ci sia l'invito a passare dalle promesse all'azione, dalle parole ai fatti. L'importante è non rinviare a dopo l'estate le cose da fare, a partire dal decreto sulla pubblica amministrazione atteso per il 13 giugno fino al cosiddetto piano Sblocca Italia fissato per la fine di luglio". Così, in un'intervista a 'Avvenire' l'economista Francesco Daveri.

"Serve un cronoprogramma -auspica- con scadenze certe per l'attuazione dei provvedimenti. Non dovranno esserci rinvii sugli impegni presi, anche perché il clima positivo che si respira intorno al nostro Paese potrebbe risentirne. Gli investitori stranieri hanno percepito che è il momento giusto per comprare Italia, si tratti di aziende o di titoli pubblici".

"L'Italia ha uno spazio di trattativa con il commissario Rehn. Il mio obiettivo era di evitare altri sacrifici agli italiani. Ora tocca al ministro negoziare con Rehn. Ci sono margini e mi sembra un passo importante. L'ho fatto perché sono convinto che non si debbano più fare sacrifici inutili. L'austerità non paga". Così, in un'intervista a 'Il Messaggero', il commissario Ue all'Industria, Antonio Tajani. "E' finita la stagione del rigore -ammette- ma bisogna fare anche le riforme, alcune delle quali di grande importanza, come quella della giustizia civile che vale il 2% di Pil, la scuola e la burocrazia. Le raccomandazioni adottate dalla Commissione dicono all'Italia di muoversi sul fronte delle riforme, ma senza austerità eccessiva".

"Dovremmo aver imparato che non si può governare a vista, e variare quasi ogni mese il bilancio pubblico". Lo scrive su 'Il Sole 24 Ore', l'economista Giacomo Vaciago. "Mentre per alcuni Paesi la ripresa fa recuperare -avverte- quanto perduto, ciò non sarà vero da noi: anche tornare ai livelli di benessere di dieci anni fa, ce lo dobbiamo meritare, con le appropriate riforme strutturali e con molti investimenti. Per molti di questi aspetti - ad esempio, per quanto riguarda l'importanza della legalità, della qualità del mercato, e la priorità del sistema educativo - chi legge il testo di Bruxelles e lo confronta con quanto scritto dalla Banca d'Italia o con le 36 pagine del Programma con cui Matteo Renzi perse le primarie del 2012, può solo esserne confortato. Ma alla fine anche da Bruxelles il messaggio è chiaro: le promesse sono tante e sono buone, adesso aspettiamo i fatti".

"Oggi percepisco una grande voglia di fabbrica che produca sia prodotti che servizi. Una fabbrica dove le competenze sono il futuro dell'industria: conta non solo la quantità di ciò che si produce, ma la qualità. Sarà così a medio-lungo termine. La fabbrica del futuro unirà competenza, innovazione e made in Italy, una caratteristica, quest'ultima, che ci rende riconoscibili e unici. E' una fabbrica intelligente, dove le nuove tecnologie sono un fattore di competitività: un'innovazione di pensiero che porta all'innovazione di processo e di prodotto". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Marco Gay, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria.

"Bisogna costruire un ecosistema favorevole -sostiene- allo sviluppo di questo nuovo manifatturiero. A partire dalla formazione, centrale per un' economia che si basi sulla conoscenza. Occorrono le riforme istituzionali, da quella elettorale al disegno di un nuovo perimetro dello Stato. Occorre un mercato del lavoro flessibile, perchè sono cambiate le necessità delle imprese e dei lavoratori. Bisogna ridurre la burocrazia, far scendere la pressione fiscale. Le riforme inoltre non servono solo in Italia, ma anche in Europa, che ormai va considerata un mercato domestico".

"Il problema principale è capire cosa la categoria riesce a mettere in campo per un progetto di sviluppo complessivo del Paese. Bisogna fare una riflessione profonda". Così, si legge su 'Italia Oggi', Marina Calderone presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro intervenendo dal 31 maggio al 2 giugno a Cisternino, in Provincia di Brindisi, a 'Sposta …Menti a Sud', primo evento nazionale organizzato dai consulenti del lavoro brindisini.

"Sulla diseguaglianza che caratterizza -fa notare- il mercato del lavoro nel nostro Paese. In Italia non esiste un mercato del lavoro, ne esistono tanti quante sono le province. A questo va aggiunto che ci sono norme che accentuano questa diversità".

"E' andata bene, la Commissione conferma che quanto stiamo facendo sulle riforme strutturali è serio. E' vero che ci dice di farle più in fretta, ma non indica priorità diverse". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Sandro Gozi, responsabile per gli Affari europei del governo Renzi. "Continueremo per la nostra strada -dice- perché abbiamo sempre detto che le regole devono essere applicate con flessibilità e tenendo conto dell'economia reale, sarebbe inutile curare il malato Italia con una medicina che lo stronca. Non serve altra austerità, c'è bisogno di privilegiare le politiche per la crescita che poi andranno anche a vantaggio dei conti".

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