Cerca

Coronavirus, 'Collaborazione e innovazione 2 lezioni pandemia'

'Aspetti risultati indispensabili che aiuteranno tantissimo la filiera e porteranno prodotti nuovi'

FARMACEUTICA
Coronavirus, 'Collaborazione e innovazione 2 lezioni pandemia'

La pandemia di Covid-19 sta cambiando il mondo, anche quello del pharma. "Sono due le cose positive che ci ha insegnato questa pandemia: il concetto di collaborazione, che si è rivelato fondamentale, insieme all'accelerazione del digitale che ha consentito l'uso di dati fondamentali real time nella loro complessità". A illustrare le 'lezioni' della pandemia per il settore farmaceutico è Alessandro De Luca, Chief information officer di Merck KGaA, che sull'innovazione scommette da anni. "Stiamo già utilizzando da tempo l'intelligenza artificiale (Ai) nella supply chain - sottolinea all'Adnkronos Salute - Un po' come nel caso delle auto a guida autonoma, l'Ai è in grado di capire la domanda del mercato e di adattare in tempo reale la capacità produttiva".


Una "flessibilità pazzesca, che grazie all'intelligenza artificiale consente di prevedere la domanda e, a partire da dati interconnessi, indirizzare la produzione. Qualcosa che oggi sembra normale, ma che noi - rivendica De Luca - abbiamo pensato già nel 2015-16". Intanto, anche in seguito alle necessità evidenziate dalla pandemia, la digitalizzazione sta decollando. "Un capitolo importante sarà quello dell'intelligenza artificiale per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti", aggiunge il manager. "Siamo interessati a utilizzare un progetto di intelligenza artificiale di Expert System proprio per la ricerca e sviluppo".

L'azienda italiana, con base a Modena, nei mesi caldi di Covid-19 ha deciso di offrire ai ricercatori di tutto il mondo gratis l'accesso a Clinical Research Navigator (Crn), un'applicazione basata sull'intelligenza artificiale che consente di cercare, filtrare e fare controlli incrociati su informazioni critiche presenti nei principali database di studi clinici, pubblicazioni scientifiche nonché flussi di dati provenienti da fonti aperte e social media. Un 'cervellone' in camice bianco? "Quello che può essere interessante - conclude De Luca - è proprio il fatto di poter sfruttare l'intelligenza artificiale per fare 'scanning' nel mondo delle informazioni per accelerare la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie".



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.