Cerca

Il piano della clinica messicana: "20 bebè con 3 genitori nel 2017"

Il team che ha usato la tecnica per un primo bimbo nato quest'anno punta a replicarla con altre coppie

MEDICINA
Il piano della clinica messicana: 20 bebè con 3 genitori nel 2017

(foto Fotogramma)

Il Messico potrebbe fare il bis, anzi di più. Dopo il primo bebè concepito grazie a un nuova tecnologia che unisce il Dna di tre persone, la stessa clinica teatro di questa nascita annuncia che altri bebè con tre genitori saranno presto in arrivo. Il New Hope Fertility Center sta infatti pianificando di utilizzare la tecnica in 20 gravidanze nella prima metà del 2017. Ad annunciarlo - secondo quanto riporta online 'New Scientist' - è il direttore medico della struttura, Alejandro Chavez-Badiola.


La tecnica, chiamata sostituzione mitocondriale, punta a evitare che passino dalla madre ai figli mutazioni mitocondriali pericolose. E funziona rimuovendo il nucleo da un ovocita materno e inserendolo in un ovulo donato, precedentemente privato del nucleo. La cellula risultante viene poi fecondata con lo sperma del padre. In questo modo, un embrione riceve cromosomi dalla madre e dal padre, ma il Dna nei mitocondri arriva dalla donatrice. Questa strategia dovrebbe consentire ai bebè di non ereditare mutazioni mitocondriali dannose dalle madri, ma implica che i piccoli abbiano materiale genetico proveniente da tre persone, il papà e due donne (mamma e donatrice).

Il primo bebè - un maschietto - per il quale si è fatto ricorso alla tecnica con l'obiettivo di prevenire la trasmissione di una malattia genetica è nato quest'anno e ora ha 8 mesi. L'embrione era stato manipolato e impiantato da Chavez-Badiola e colleghi nella clinica messicana nel 2015. Tutti i test eseguiti finora, sostengono gli esperti, suggeriscono che il trattamento ha funzionato e che il piccolo è sano. Sul fronte della mutazione che si puntava a bypassare "non credo che avrà problemi", afferma Taosheng Huang del Cincinnati Children's Hospital Medical Center, che ha condotto per il team l'analisi genetica. I dettagli completi dovrebbero essere pubblicati nelle prossime settimane, dice.

Da quando si è diffusa la notizia della nascita, il team di esperti è stato contattato da molti aspiranti genitori, i cui figli rischierebbero di ereditare la stessa malattia genetica. "Ci sono tante famiglie disperate in cerca di aiuto", dice Huang. Alcuni si chiedono, però, se le cliniche non facciano meglio ad aspettare di avere più informazioni sulla sicurezza della tecnica. "Penso che dovrebbero trattare più pazienti", osserva invece Jacques Cohen della società 'Reprogenetics', il cui team ha 'creato' i primi bambini con 3 genitori negli anni '90 nell'ambito di un trattamento sperimentale di fertilità.

I genitori del bebè nato quest'anno avevano visto morire due figli in passato per la sindrome di Leigh, malattia fatale che colpisce il sistema nervoso in via di sviluppo, e che è causata da mutazioni nei mitocondri. Al momento però non è ancora chiaro quanto sia efficace la tecnica della sostituzione mitocondriale. Quando il nucleo viene trasferito dall'ovulo della madre a quello della donatrice porta con sé alcuni dei mitocondri materni. Studi di laboratorio suggeriscono che in circa 1 caso su 20, i bambini potrebbero ancora avere una percentuale abbastanza elevata di mitocondri materni in grado di causare la malattia.

Ma Huang ha confermato che nel caso del bebè in questione la maggior parte dei mitocondri vengono dalla donatrice. Il suo team ha testato le cellule da diverse parti del suo corpo: dai follicoli dei capelli, dalla saliva e da tamponi sulla guancia, dal sangue e dal cordone ombelicale, fino all'urina. In alcuni tessuti non sono stati rilevati mitocondri 'mutanti', la maggior parte ne aveva dal 3 al 4%, mentre il livello più alto è stato del 9%. Percentuali, precisano gli esperti, di gran lunga al di sotto del livello che si ritiene provochi la sindrome di Leigh. La mamma riferisce inoltre di non aver visto alcun segno dei problemi che gli altri suoi figli avevano.

La clinica starebbe ora lavorando con altri aspiranti genitori, ha detto Chavez-Badiola al 'New Scientist', anche se Huang precisa che la decisione finale di procedere con ulteriori trattamenti non è ancora stata presa. E' probabile che nessuno dei genitori sarà dal Messico, anche se Chavez-Badiola dice che vorrebbe pure pazienti locali. Huang dice che il team è stato anche in contatto con la statunitense Food and Drug Administration, riguardo all'autorizzazione delle procedura anche negli Usa ma i progressi in questa direzione sono stati "molto minimi" finora.

Nel 2015 il Regno Unito è diventato il primo Paese al mondo a disciplinare la sostituzione mitocondriale e l'autorità regolatoria britannica deciderà il 15 dicembre se la tecnica è abbastanza sicura per procedere. Se decidessero di farla andare avanti, i primi bebè con tre genitori del Paese potrebbero in teoria essere concepiti già nel 2017.

In Ucraina, la tecnica dei tre genitori è usata come un trattamento della fertilità, più che per prevenire malattie. Ma un recente report scientifico ha concluso che non vi sono prove sul fatto che migliorino le chance delle donne di avere figli. Lo stesso Cohen non appoggia l'utilizzo per motivi legati alla fertilità, ritenendolo poco giustificato visto il miglioramento dei tassi di successo delle fecondazioni in vitro rispetto agli anni '90.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.