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Sanita': sangue infetto, a Cosenza contestati omicidio colposo e lesioni gravi a medici

14 febbraio 2014 | 14.44
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Cosenza, 14 feb. (Adnkronos Salute) - Gli accertamenti tecnici condotti presso l'Istituto superiore di sanità sulla morte di Cesare Ruffolo, per cui sono state chiuse le indagini a carico di 10 persone, hanno accertato che all'interno di flaconi integri del presidio medico-chirurgico (sapone disinfettante) Germocid fosse presente il batterio Serratia marcescens. Un ulteriore profilo di responsabilità contestato dalla Procura di Cosenza riguarda sia il decesso di Ruffolo che le lesioni riportate dal paziente Francesco Salvo, in conseguenza della somministrazione delle sacche di sangue infetto nel corso delle emotrasfusioni cui venivano sottoposti.

In particolare, si contesta il reato di morte in conseguenza di altro reato doloso al direttore medico di presidio unico dell'Annunziata di Cosenza, Osvaldo Perfetti, e al direttore dell'Unità operativa di Immunoematologia, Marcello Bossio, che avrebbero consentito nel corso delle trasfusioni l'utilizzo delle sacche ematiche contaminate dal batterio Serratia marcescens. A Salvatore De Paola e Luigi Rizzuto, rispettivamente direttore sanitario e dirigente medico in servizio all'ospedale di San Giovanni in Fiore, si contesta il reato di omicidio colposo, in quanto hanno permesso che la raccolta, il prelievo e la conservazione del sangue avvenissero in locali e condizioni inidonee, in violazione della normativa speciale dettata in materia. Ciò ha determinato l'elevata carica contaminante e la moltiplicazione patogena del batterio serratia marcescens con esiti letali per il paziente trasfuso.

Ai medesimi sanitari si contesta il delitto di lesioni personali colpose gravi ai danni di Salvo, il paziente che, a seguito di una emotrasfusione contaminata da Serratia marcescens, ha subito uno shock settico tale da ritrovarsi in pericolo di vita, scongiurato dal tempestivo intervento dei medici del reparto di medicina 'M. Valentini'. Sono stati gli stessi medici ad avere poi segnalato, in occasione del decesso di Ruffolo, la presenza della Serratia marcescens all'interno delle sacche di sangue provenienti da San Giovanni in Fiore.

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