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Sanita': Unicef, in Italia copertura vaccinale adulti ancora bassa

16 maggio 2014 | 11.59
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Roma, 16 mag. (Adnkronos Salute) - In Italia le coperture vaccinali pediatriche sono molto elevate (oltre il 95% dei nuovi nati viene vaccinato contro poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite B, Hib), e anche quelle contro meningococco C e pneumococco, introdotte recentemente a livello nazionale, hanno raggiunto risultati promettenti. Traguardo più difficile invece il raggiungimento di coperture elevate negli adolescenti e negli adulti. E' infatti poco superiore al 50% la percentuale di adolescenti che ha effettuato il richiamo per difterite e tetano; circa il 70% delle 11enni è immunizzata contro il Papillomavirus; meno del 60% degli anziani si vaccina annualmente contro l'influenza. E' quanto emerge dal Rapporto 'Vaccini salvavita' dell'Unicef nel capitolo dedicato all'Italia, curato dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità.

In Italia - prosegue il Rapporto - si verificano mediamente 60 casi di tetano ogni anno, che colpiscono maggiormente le persone anziane; soprattutto colpiscono le donne che, ferendosi in modo banale e non avendo una copertura vaccinale adeguata, contraggono la malattia. Il morbillo e la rosolia rientrano in un programma che prevede l'eliminazione di queste infezioni in tutto il mondo entro il 2015. Per raggiungere l'obiettivo sono necessari valori di copertura vaccinale superiori al 95%, omogenei in tutto il territorio. Oggi in Italia la copertura non è ancora ottimale, pari a circa il 90% entro i 2 anni di età. Inferiori sono le coperture negli adolescenti. Nonostante il numero di casi di morbillo sia notevolmente diminuito dopo l'introduzione della vaccinazione, negli ultimi anni (2012-2013) si sono verificati oltre 3.000 casi di morbillo in Italia; la maggior parte ha colpito giovani adulti non vaccinati e oltre il 20% dei casi è stato ricoverato. Nonostante la disponibilità di un vaccino efficace e sicuro, in Italia negli anni 2012-2013 siano nati 16 bambini con infezione da rosolia congenita e 3 donne abbiano interrotto la gravidanza per aver contratto la rosolia.

"Se parliamo di progressi sanitari di una nazione - afferma il presidente dell'Unicef Italia Giacomo Guerrera - la storia dell'Italia, così come l'esperienza maturata dall'Unicef nel campo umanitario, ci rivelano che poche misure - come le vaccinazioni - hanno avuto e hanno un impatto straordinario sulla salute pubblica. E poche altre misure oggi offrono un modo più efficace ed efficiente per salvare piccole vite e garantire un futuro alle comunità. Un futuro sano".

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