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Donald Trump

Social Trump: donazioni e post sul nuovo blog (in attesa del suo Twitter privato)

07 maggio 2021 | 10.01
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Bandito dai social e dalle piattaforme di pagamento l'ex presidente Usa lancia il suo sito mentre il fundraising repubblicano affronta le proteste per frode.

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Dopo il bando da tutti i social e dalle più importanti piattaforme di pagamento (Facebook, Twitter, YouTube, Paypal, Stripe, Shopify), Donald Trump lancia il suo nuovo sito con un’operazione che lascia quantomeno perplessi i media americani. Il social ”indipendente" promesso, infatti, al momento è poco più di un blog, con la possibilità per gli utenti di condividere su Facebook e Twitter i contenuti, ma senza interagire. Jason Miller, communication strategist di Trump, si è affrettato a spiegare che non si tratta della piattaforma attesa, e che ci saranno presto grandi novità.

Il nuovo media, infatti, ha più l’aria di uno stratagemma per aggirare il bando subìto dai social potendo al contempo condividere i propri contenuti senza commenti e continuare in parallelo la raccolta fondi. Per donare, però, si passa su WinRed, piattaforma online di fundraising che nelle ultime settimane ha dovuto mettere a tacere un gran numero di sostenitori di Trump che la accusavano di frode, rimborsando oltre 122 milioni di dollari (l’11% di quanto raccolto in tutta la campagna per le presidenziali 2020). Colpa di un disclaimer molto poco chiaro, che, con due box pre-selezionati (da deselezionare manualmente), raddoppiava in modo automatico la donazione e la rendeva periodica, soprattutto durante il periodo più caldo della campagna elettorale. Secondo quanto ha riportato un’inchiesta del Times, infatti, banche e società di carte di credito hanno ricevuto a fine 2020 un gran numero di reclami per frodi legate proprio alle donazioni in favore di Trump. Questo però non ha spinto WinRed a cambiare il suo modus operandi. Accedendo alla sezione “Contribute” dal sito ufficiale di Trump i box preselezionati sono sempre lì.

WinRed è stata lanciata nel 2019 in risposta ad ActBlue (la fortissima piattaforma dei democratici) e ha ricevuto un endorsement ai limiti della legalità dal partito Repubblicano e dalla stessa amministrazione Trump. Convinti della necessità di far confluire tutte le donazioni su un unico canale, per non disperdere il patrimonio di dati sui donatori e potenziali elettori, dal quartier generale dei Repubblicani hanno adottato la linea dura, e poco più di un anno fa hanno intimato a tutti i candidati di utilizzare WinRed, sotto minaccia di tagliare i fondi. Non solo: hanno anche chiuso la piattaforma di fundraising “concorrente” Give.gop (sempre a sostegno del partito Repubblicano), e minacciato azioni legali contro il suo fondatore.

Nel frattempo continua la lotta tra l’ex presidente e i social: è arrivata infatti la decisione di Facebook di confermare il bando per altri 6 mesi (quello di Twitter è invece permanente). Trump ha risposto, proprio dal suo nuovo sito, accusando la creatura di Zuckerberg di far parte di un sistema corrotto guidato da estremisti di sinistra, e preannunciando rivolte a furor di popolo. Facebook e Twitter sono già in allerta, e hanno avvisato: la ricondivisione di contenuti dal nuovo sito è sotto osservazione, e sarà permessa solo finché non verranno violate le linee guida.

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