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La lettera dei presidenti Ue: "Europa dia prova di coraggio"

ECONOMIA
La lettera dei presidenti Ue: Europa dia prova di coraggio

Afp

"L’Europa mostra il suo lato migliore quando dà prova di vicinanza e solidarietà. L’Europa ha agito con coraggio per garantire il funzionamento del mercato unico, rendendo possibile la consegna di dispositivi sanitari a medici e infermieri, l’arrivo di ventilatori che potevano salvare vite, nonché la fornitura di generi alimentari e di altri prodotti di prima necessità. Abbiamo preso decisioni inedite per garantire che i governi nazionali avessero la capacità di bilancio necessaria per affrontare immediatamente la crisi". Così in una lunga lettera pubblicata sul Corriere della Sera, Charles Michel presidente del Consiglio europeo, David Sassoli presidente del Parlamento europeo e Ursula von der Leyen presidente della Commissione europea celebrano i 70 anni dalla dichiarazione Schuman, il ministro degli Esteri francese, che permise all’Europa "di raggiungere un obiettivo ambizioso: proporre la creazione di istituzioni comuni per far sì che la guerra diventasse non solo impensabile, ma anche materialmente impossibile".


Ed oggi come nel 1950 un'altra crisi scuote l'Europa: "Negli ultimi mesi, nell’intero continente, oltre centomila persone sono morte a causa del coronavirus", scrivono ancora annotando come "l'Europa ha agito con coraggio" e assunto "decisioni inedite" a partire dal Mes, "trasformato in uno strumento di lotta al Covid-19". Ma ora, dicono ancora i presidenti delle tre istituzioni, "è necessario riavviare il motore dell’economia europea" ricordandosi proprio la lezione di Schuman che hanno dimostrato come "per superare i momenti di crisi occorre pensare la politica in modo nuovo e rompere con il passato. Dobbiamo fare così anche noi e riconoscere che per sostenere la ripresa ci sarà bisogno di nuove idee e di nuovi strumenti. L’Europa che uscirà da questa crisi non potrà più essere la stessa".

Per questo, si legge ancora, "l’Europa deve dar prova di coraggio e fare tutto ciò che serve per proteggere la vita degli europei e fornire mezzi di sussistenza ai suoi cittadini, in particolare nelle aree dove la crisi si è fatta sentire maggiormente". "La nostra Unione deve anche essere sana e sostenibile. Una lezione che dobbiamo trarre da questa emergenza è l’importanza di ascoltare i pareri scientifici e agire prima che sia troppo tardi. Non possiamo rimandare la lotta al cambiamento climatico e dobbiamo costruire la nostra ripresa sul Green Deal europeo".

E per essere "più vicini ai cittadini dobbiamo rendere la nostra Unione più trasparente e democratica" dicono guardando alla Conferenza sul futuro dell’Europa, il cui avvio previsto per oggi è stata rinviata "solo a causa della pandemia" ma "sarà essenziale per sviluppare queste idee. Viviamo un momento di fragilità temporanea e solo un’Unione europea forte sarà in grado di proteggere il nostro patrimonio comune e le economie dei nostri Stati membri".

"La generazione degli anni 50 pensava che sulle rovine della guerra si potessero costruire un’Europa e un mondo migliori. Come poi è avvenuto. Se impariamo queste lezioni, se rimaniamo uniti nella solidarietà e con i nostri valori, allora l’Europa potrà emergere anche questa volta dalla crisi, più forte di prima", concludono Michel, Sassoli e von der Leyen.



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