Ambromobiliare, 'pipeline piena di matricole per l'Aim'

Ad della società di advisory, 'noi ottimisti ma rischio Paese fa ritirare investitori, è già successo'

FINANZA
Ambromobiliare, 'pipeline piena di matricole per l'Aim'

Corinna zur Nedden, ad di Ambromobiliare

"Pipeline piena" di matricole pronte a sbarcare sull'Aim per Ambromobiliare, una delle principale società di advisory che accompagna le pmi italiane sul mercato di Borsa italiana a loro dedicato. "Al momento ne abbiamo una dozzina, tra cui due fintech e una società dell'aerospazio", rivela in un'intervista all'Adnkronos Corinna zur Nedden, amministratore delegato e dg della società. "Quello cominciato potrebbe essere sicuramente un buon anno, ma tutto dipenderà dallo scenario politico", ammette però la manager.


E l'incertezza, riconosce, potrebbe arrivare soprattutto con le elezioni europee di fine maggio e il rischio di un nuovo voto politico in Italia: un fattore che, in questo ambiente, è determinante, ancor più della crescita economica di un singolo Paese, nella scelta se far partire una quotazione o meno. "Adesso - spiega - è un momento di stabilità politica in Italia. Bisognerebbe usare questa finestra, perché non si sa cosa succederà a giugno. Dopo le elezioni del 2018, il mercato si è fermato".

Il rischio Paese incide molto sulle ipo, soprattutto per quelle che puntano sull'Mta, il mercato principale di Piazza Affari. "In questo caso, non si possono raccogliere grandi capitali solo in Italia: ci si rivolge a investitori esteri e loro diventano più scettici se c'è instabilità politica che crea volatilità sui mercati". E zur Nedden racconta la loro esperienza personale: "L'abbiamo vissuto personalmente, lo scorso anno, per la quotazione sull'Aim di una società italiana che aveva un prestigioso anchor investor tedesco: dopo le elezioni, l'investitore si è ritirato perché il rischio Paese gli sembrava troppo alto". Insomma, per le matricole, "questo è un buon momento".

E, infatti, l'agenda dell'advisor è piena per tutto il primo semestre, "anche con alcune matricole già pronte lo scorso anno che sono slittate per l’andamento negativo degli ultimi mesi del 2018". Quotazioni concretizzabili, anche perché la 'size' delle raccolte previste "permette di coprire il book con investitori domestici che hanno una percezione del rischio paese attenuata".

Per l'Aim, il 2019 potrebbe replicare il 2018, un anno record con le sue ventisei ipo. "In tutto potrebbero essere una ventina o una trentina anche quest'anno, ma dipende come reagiranno i mercati alle scosse politiche. Magari le Borse hanno già prezzato un cambiamento politico da maggio, la volatilità non si alza e andiamo tranquilli. Non si può più prevedere cosa accadrà, basti pensare a quello che è accaduto con la Brexit o con le elezioni di Donald Trump. Noi siamo ottimisti". Tra le tendenze per le ipo di successo ci sono le "storie nuove e di innovazione".

Ambromobiliare, ad esempio, è stato advisor di Neosperience, che ha collocato le sue azioni a 3,42 euro e ha chiuso il suo debutto sull'Aim a 4,74 euro, in rialzo del 38%: la pmi innovativa progetta software che introducono l'empatia nell'ecommerce. "Sicuramente innovazione e digitale sono settori che piacciono agli investitori".



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