Ftse Mib chiude sopra quota 22 mila punti, profondo rosso per Juventus

FINANZA
Ftse Mib chiude sopra quota 22 mila punti, profondo rosso per Juventus

(Foto Afp)

Il listino di Piazza Affari termina ancora sopra la parità fermandosi a 22.000,88 punti, +0,37% rispetto al dato precedente e livello maggiore dallo scorso mese di luglio. A spingere al rialzo i listini europei oggi hanno contribuito le indicazioni arrivate dalle Cina, dove i numeri relativi Pil del primo trimestre (+6,4%), produzione industriale (+8,5% a marzo) e vendite al dettaglio (+8,7%) hanno battuto le stime degli analisti. Per quanto riguarda le altre indicazioni arrivate nel corso della giornata, l’inflazione britannica è cresciuta meno delle stime (+1,9%), quella di Eurolandia si è confermata all’1,4% e le scorte statunitensi di petrolio sono scese inaspettatamente (-1,4 milioni di barili).


Tra le materie prime, il Wti, il petrolio “made in Usa”, scambia in sostanziale parità a 64,08 dollari il barile mentre il benchmark globale, il Brent, passa di mano a 71,8 $, +0,1%. Andamento simile per l’eurodollaro, in crescita dello 0,17% a 1,1299.

Protagonista in negativo del listino milanese è stato il titolo Juventus, sceso, all’indomani dell’eliminazione dalla Champions League, del 17,63%. In termini monetari, la perdita potenziale per la società bianconera è di circa 40 milioni di euro, tra premi legati ai risultati sportivi (34,5 milioni) e un probabile incasso record per la semifinale casalinga.

L’accordo tra Apple e Qualcomm, che con un’intesa extragiudiziale hanno messo fine agli scontri legali sulle royalty, e le indicazioni in arrivo da Pechino hanno permesso al titolo STM di segnare un +1,6%. Secondo le ultime indiscrezioni, la NDRC (National Development and Reform Commission), la Commissione nazionale cinese per lo sviluppo e le riforme, starebbe pensando a misure per allentare le limitazioni sul numero di licenze automobilistiche nelle grandi città e incoraggiare l’acquisto di vetture NEV (New Energy Vehicles), quelle dotate di trasmissioni alternative (ibride o elettriche). “Riteniamo che la notizia, se confermata, abbia risvolti positivi per Umicore, Johnson Matthey (catalizzatori e materiali per batterie), Valeo, Brembo (componenti auto), Stm, Infineon (semiconduttori)", hanno commentato gli analisti di Equita Sim.

Acquisti anche su Fiat Chrysler (+1,77%), nonostante l’andamento negativo delle vendite europee, e Prysmian (+4,09%), che ha confermato il raggiungimento dei target 2019.

Tra i bancari, UniCredit ha segnato un rialzo dello 0,76%, Intesa Sanpaolo ha guadagnato lo 0,84% e Banco BPM l’1,19%. Quest’ultimo istituto ha accettato un'offerta vincolante da Illimity Bank (+2,01%) per la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza del valore nominale di 650 milioni di euro. Invariato lo spread, confermatosi a 253 punti base. (in collaborazione con money.it)



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