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L'ad di Thales Alenia Space Italia, il Governo e' informato del dossier

Spazio: Prette, ferma la seconda fase di CosmoSkyMed e fondi a rischio

14 aprile 2014 | 09.45
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E' ferma per mancanza di fondi dall'Asi la seconda fase del programma CosmoSkyMed, il primo sistema duale, civile e militare, di satelliti radar di osservazione terrestre interamente italiano. E' l'ad di Thales Alenia Space Italia, Elisio Prette, a lanciare l'allarme, anticipando all'Adnkronos i possibili rischi in cui potrebbe trovarsi il sistema satellitare promosso dall'Agenzia Spaziale Italiana e dal ministero della Difesa. Il programma "conta su fondi dell'Asi che si concludono a giugno e la tranche successiva potrebbe non arrivare a causa dei problemi che hanno recentemente coinvolto l'ente spaziale italiano" conferma Prette.

"Non ci sembra di intravedere nel budget di quest'anno dell'Asi i fondi necessari per andare avanti con le attività" avverte. "L'investimento -spiega- ammonta a oltre 400 milioni di euro per i due satelliti di nuova generazione" e parte di questi fondi "sono già spesi". "La nostra speranza è di poter ricevere una tranche di 100 milioni di euro prima dell'estate" dice l'ad di Tasi, la 'costola italiana' della joint venture tra Thales (67%) e Finmeccanica (33%) e partner nella Space Alliance insieme a Telespazio. "La vita dei primi tre satelliti della costellazione CosmoSkyMed -ricorda Prette- è ormai verso la fine e servono in orbita due nuovi satelliti i cui lanci sono previsti, rispettivamente, nella seconda metà del 2016 e nella seconda metà del 2017".

Ma Prette nutre seri dubbi sul calendario. "Senza i fondi Asi, perchè quelli della Difesa sono confermati, noi ora siamo in mezzo al guado e con la progettazione avviata". Intanto la situazione di CosmoSkyMed è arrivata sui tavoli del Governo di Matteo Renzi. "Registriamo interesse da parte della Difesa dove il ministro Roberta Pinotti -spiega Prette- conosce il problema e anche il mondo legato all'Asi è informato, così come il ministro Stefania Giannini sono certo che non sta trascurando il dossier".

Ad influire sulle attività del progetto CosmoSkyMed potrebbe aver concorso lo scandalo che ha portato agli arresti domiciliari l'ex presidente dell'Asi, Enrico Saggese, mentre la conseguente nomina del Commissario Aldo Sandulli sarebbe ormai prossima alla scadenza. Intanto il tempo stringe, giugno è quasi alle porte e bisogna accelerare sull'erogazione dei fondi per la realizzazione dei due nuovi satelliti. E non solo. Se il progetto si arena a rischio è anche il lavoro di almeno 400 tecnologi altamente qualificati, è l'allarme che arriva dal mondo dell'industria spaziale.

"Circa 400 persone nostre -riferice Prette- sono impegnate su questi nuovi satelliti ed ora rischiano di fermarsi, per non parlare poi dell'indotto dove si contano altrettante professionalità. E senza contare le ricadute che potrebbero arrivare anche sulla nostra 'consorella' Telespazio". "L'industria ha bisogno di certezze, non possiamo lavorare senza un orizzonte chiaro. Noi imprese -incalza l'ad di Tasi- dobbiamo pianificare". E anche il fronte dell'innovazione tecnologica corre pericoli se non esce dal guado la seconda fase di CosmoSkyMed.

"Questa seconda generazione -spiega Prette- sarà più avanzata e tecnologica della prima, capace cioè di fornire dati e informazioni ancora più di dettaglio sul fronte dell'osservazione della Terra". CosmoSkyMed, ricorda il manager, è un gioiello della tecnologia italiana, "è la costellazione più avanzata del mondo. Non a caso, dopo aver realizzato i satelliti di CosmoSkyMed, l'Esa ci ha affidato la responsabilità del satellite Sentinel 1-A", il primo del maxi programma europeo Copernicus per il clima e l'ambiente e appena mandato in orbita.

Il ruolo di Thales Alenia Space Italia nel programma Sentinel "nasce proprio dal riconoscimento europeo alle capacità italiane nelle tecnologie spaziali sull'Osservazione della Terra" continua Prette che non nasconde le proprie perplessità. Ma non solo. Fermare il lavoro dei nuovi satelliti di CosmoSkyMed "apre un fronte anche per la cosiddetta 'fuga di cervelli' dall'Italia perchè -spiega- noi siamo una realtà che attrae 'cervelli'. E si tratta di competenze altamente qualificate sul piano internazionale".

"Se i nostri tecnici non vedono un futuro interessante, un percorso di crescita, impiegano esattamente un'ora e mezza a prendere un aereo e ad andare a lavorare all'estero, in Germania per esempio, dove oltretutto guadagnano quasi il doppio" dice. "La fuga, insomma, è facile" è la preoccupazione di Prette. E proprio mentre uno dei gioielli della tecnologia italiana rischia di segnare il passo, il nostro Paese registra una retrocessione, dal terzo al quarto posto, nella classifica europea degli investimenti per lo Spazio, posizionandosi così dietro Germania, Francia e Inghilterra.

Questi dati, sottolinea il numero uno di Tasi, devono "far riflettere" perchè "proprio quei paesi europei che hanno vissuto la crisi insieme a noi hanno deciso invece di aumentare gli investimenti nelle attività spaziali. Penso al Regno Unito che ha aumentato dal 10% al 25% il suo budget". "Il nostro lavoro -osserva infine l'ad di Thales Alenia Space Italia- è un mezzo per fornire informazioni e servizi ai cittadini". "Quello che occorre al nostro Paese non sono i miliardi di euro, piuttosto -avverte- una programmazione industriale".

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