Paolo Paone, ds del club lidense negli anni '80: "35 anni dopo rieccoci tra i professionisti"
Le ultime stagioni dell'Ostiamare calcio in Serie C, "allora era C2, sono state nell'88-'89, ero un ragazzo. Oggi a 66 anni non so spiegare il tuffo al cuore che mi è preso per il ritorno tra i professionisti". E oggi "rieccoci tra i professionisti", dopo la promozione conquistata ieri, primi nel girone con 79 punti e un'ultima giornata da giocare. Paolo Paone, direttore sportivo della squadra del litorale romano a quei tempi ("oggi do solo una mano. Anzi il cuore"), racconta all'Adnkronos l'incredibile cavalcata dei lidensi dopo aver sfiorato l'abisso prima dell'intervento di Daniele De Rossi, che ha ribaltato "una situazione imbarazzante, compromessa. De Rossi è stato fondamentale anche perché è un figlio di Ostia, è intervenuto per rilevare la squadra dove lui è nato calcisticamente. Quando noi abbiamo vinto il campionato allora De Rossi era un ragazzino che stava nei giovanissimi. Non ricordo se già numero 9", la maglia di DDR in biancoviola, "ma sicuramente era già davanti. Lui è stato fondamentale perché ha avuto il coraggio di intervenire in quella situazione. Ricordo ancora la telefonata che mi fece: 'a parte la tua famiglia, conosci qualche altro matto che vorrebbe rilevare il club?', e gli ho risposto 'sì, la tua'. Si è messo a ridere, ha detto che voleva fare una cosa alla grande: 'il cinema è il tuo, fai quello che vuoi', ho replicato'". DDR aveva rilevato il club, sull'orlo del fallimento, dalla famiglia Di Paolo a gennaio 2025.
"La cosa bella è che allora un gruppo di imprenditori di Ostia trentacinque anni fa l'ha portata in serie C e un'altra persona di Ostia dopo trentacinque anni l'ha riportata in serie C. Questo è il collante di Ostia: e oggi come mai ne ha bisogno, Ostia è anche questa". Allavvio di questo campionato da dilettanti "avevo visto che nel nostro girone c'era L'Aquila, come 35 anni fa: ho detto al direttore generale Ferruccio Mariani 'guarda che questa cosa ci porta bene', e infatti...". Ma il vero cervello della stagione "è stato Alberto De Rossi. Daniele ha avuto l'intelligenza di mettere gli uomini giusti al posto giusto, a un campione del mondo che gli devi insegnare...".
De Rossi padre - ricorda- "ha cominciato anche lui all'Ostiamare, poi i tanti anni alla Roma: è un uomo di calcio, di quelli di una volta". Anche il tecnico, David D'Antoni, ha i suoi meriti: lo freqento poco, ma lui ha preso la squadra nel 2025 e l'ha portata in Serie C". Ieri la festa: "Daniele ha preso un aereo e si è precipitato qui da noi, la festa sul pontile con il pullman della squadra lì accanto è indimenticabile, importantissima per tutta Ostia. C'è ancora l'ultima giornata di campionato da giocare a Giulianova, e dopo testa alla C".