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Stamina: Io Cambio trova medici disposti a infusioni, appello a Napolitano (3)

06 maggio 2014 | 13.51
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(Adnkronos Salute) - Mentre sul fronte medici qualcosa sembra muoversi (e sembra che il contatto con Mantova sia partito da una mamma), i Civili ribadiscono però che c'è un aspetto non da poco da considerare e che stanno "cercando di capire la portata delle dichiarazioni della biologa Erica Molino", perchè dalle sue parole emerge "un condizionamento forte alla sua disponibilità a riprendere l'attività che le compete. Non sappiamo neanche se possiamo considerarla una disponibilità". Per l'azienda, spiega Belleri, "non è facilmente interpretabile la ricaduta delle parole" verbalizzate da Molino davanti a un ufficiale giudiziario in tutti e 6 i provvedimenti notificati ieri all'azienda ospedaliera.

Molino ha dichiarato di rendersi "disponibile ad agire per l'inizio della terapia e delle preparazioni di laboratorio con cellule staminali secondo la metodica Stamina, nei limiti della mia responsabilità e degli obblighi stabiliti dalle sentenze, perché e purché io non debba incorrere in nessuna responsabilità civile e/o penale". Belleri sottolinea: "E' difficile rispondere al suo quesito", in particolare sull'assenza di rischio di incorrere in responsabilità civile e penale. "Molino viene definita da Stamina come l'unica in grado di preparare il materiale da infondere con garanzie di sicurezza per i pazienti. La sua attività è propedeutica e fondamentale al di là del no dei clinici. Senza, l'azienda non potrebbe adempiere" alle attività Stamina.

Mentre Brescia prosegue con le valutazioni, l'appello di D'Antuoni è stato "inviato questa mattina all'attenzione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente del Consiglio, Matteo Renzi". Una richiesta di aiuto "perché si possa procedere all'inizio delle cure per il piccolo Daniele Tortorelli mediante infusione di cellule staminali". Ieri mattina, spiega D'Antuoni in una nota, "siamo riusciti a ottenere il ricovero, alla luce dell'aggravamento delle sue condizioni che potrebbero essere irrimediabilmente compromesse". E "abbiamo raccolto la disponibilità di alcuni medici a sostituirsi ai colleghi di Brescia che si rifiutano di curare il bambino violando l'articolo 650 del Codice penale", sull'inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità.

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