In occasione della Giornata della Consapevolezza sugli Sprechi Alimentari, Mirco Cerisola, Country Director di Too Good To Go Italia, racconta ad Adnkronos Tech&Games come la tecnologia possa contribuire a trasformare lo spreco alimentare in valore, facendo della sostenibilità una sfida concreta e condivisa
Ogni anno lungo la filiera italiana si perdono oltre 8,1 milioni di tonnellate di cibo, una cifra enorme che equivale all'incredibile ritmo di 257 chilogrammi di alimenti sprecati al secondo. In occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari del 29 settembre, Too Good To Go accende i riflettori sull'impatto ambientale, economico e sociale di questa sfida globale, recentemente definita dall'UNEP come una delle cinque priorità assolute per l'azione climatica. Con oltre 37 milioni di pasti salvati nel nostro Paese dal 2019 e una community in costante crescita, la tecnologia si conferma una risorsa determinante per trasformare le eccedenze in una nuova opportunità. Di seguito, Mirco Cerisola, Country Director di Too Good To Go Italia, parla dello scenario attuale, dei risultati raggiunti e delle strategie per costruire un sistema alimentare più circolare e consapevole.
In vista della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari del 29 settembre, e considerando i dati da voi diffusi che evidenziano una perdita di oltre 257 kg di cibo al secondo in Italia, quali sono oggi le barriere culturali e strutturali più complesse da abbattere lungo la filiera del nostro Paese per passare dalla semplice consapevolezza a un vero cambio di passo?
Lo spreco alimentare è un tema centrale per l’impatto che genera sul Pianeta e sulla società. Basti pensare che circa il 40% del cibo prodotto a livello globale o viene sprecato e che lo spreco alimentare è responsabile di circa il 10% delle emissioni complessive di CO₂. Un fenomeno che ci riguarda tutti e che assume una rilevanza ancora maggiore alla luce del cambiamento climatico, che sta già mettendo sotto pressione i sistemi di produzione alimentare a livello globale. Per questo, conoscere e comprendere la portata del fenomeno è il primo passo per sviluppare una maggiore consapevolezza e individuare soluzioni concrete ed efficaci per contrastarlo.
Spesso lo spreco alimentare può apparire come un problema troppo grande per poter essere affrontato dal singolo. Ma è proprio qui che dobbiamo cambiare prospettiva: tra le grandi sfide ambientali, lo spreco è anche una di quelle su cui le nostre scelte quotidiane possono incidere concretamente. Un piccolo gesto, ripetuto e moltiplicato da milioni di persone, può infatti trasformarsi in un cambiamento significativo.
La sfida, quindi, oggi non è più soltanto accrescere la consapevolezza, ma trasformarla in azione. Significa continuare a tenere alta l’attenzione sul tema e, allo stesso tempo, promuovere un cambiamento culturale che ci porti a riconoscere nuovamente il valore del cibo: dietro ogni alimento ci sono risorse, energia, lavoro e tempo che non possiamo più permetterci di sprecare. Significa anche favorire abitudini di consumo più consapevoli, fondate sul riutilizzo, sulla circolarità e sulla capacità di valorizzare ciò che abbiamo già. Non dobbiamo limitarci a chiederci come recuperare il cibo che rischia di essere sprecato, ma iniziare a domandarci come fare perché quel cibo non diventi spreco, lungo tutta la filiera produttiva e anche nelle nostre case.
In questo percorso, anche la tecnologia può giocare un ruolo importante, aiutandoci a rendere la prevenzione e la riduzione dello spreco sempre più semplici, accessibili ed efficaci.
Mirco Cerisola, Country Director di Too Good To Go Italia
Il recente Policy Brief dell'UNEP cita esplicitamente le app di redistribuzione tra le tecnologie chiave per rendere i sistemi alimentari più circolari: guardando all'evoluzione di Too Good To Go, in che modo l'innovazione tecnologica e l'analisi dei dati stanno trasformando la gestione del surplus, e quali nuove funzionalità o collaborazioni strategiche prevedete di integrare per scalare ulteriormente l'impatto?
Nel corso degli anni, la tecnologia ci ha aiutato a rendere l’esperienza sull’app sempre più semplice, intuitiva e immediata, perché recuperare cibo deve essere prima di tutto un gesto facile da compiere e da integrare nella propria quotidianità. Il fatto che oggi l’app abbia superato i 13 milioni di download in Italia testimonia quanto un’esperienza digitale accessibile possa contribuire a trasformare un’intenzione positiva in un comportamento concreto.
Parallelamente, abbiamo ampliato il nostro ecosistema: dai piccoli esercenti alle grandi catene della ristorazione e del retail, fino all’industria alimentare con Box Dispensa, arrivando ad una rete di oltre 26.000 partner. Ogni nuova collaborazione ci permette di intercettare nuove tipologie di eccedenze e, allo stesso tempo, di comprendere meglio dove e quando si genera lo spreco. E ci siamo spostati anche più a monte della filiera, passando dalla sola gestione delle eccedenze a un approccio orientato anche alla prevenzione dello spreco. In questa direzione si inserisce Too Good To Go Platform, che offre ai retailer strumenti per individuare più rapidamente i prodotti a rischio di diventare eccedenza e intervenire prima che si trasformino in spreco.
L’idea per il futuro è quindi scalare questo approccio: continuare a investire nell’esperienza digitale degli utenti e, allo stesso tempo, rafforzare la collaborazione con distribuzione e industria, mettendo tecnologia e dati al servizio di decisioni sempre più preventive. Abbiamo fatto molta strada, ma la sfida è continuare a evolvere. Da una parte, ampliando ulteriormente la collaborazione con distribuzione e industria; dall’altra, continuando a migliorare l’esperienza degli utenti.
Con 37 milioni di pasti salvati in Italia dal 2019 e 8 milioni solo nel 2025, la vostra community conta ormai oltre 13 milioni di utenti e 26.000 partner: come riuscite a mantenere un coinvolgimento così alto tra i consumatori e come incentivate i piccoli esercenti e le grandi aziende della distribuzione a percepire la gestione dell'eccedenza non come un costo o un problema logistico, ma come un'opportunità di business e di sostenibilità?
Crediamo che il coinvolgimento della nostra community nasca innanzitutto dalla capacità di rendere il contrasto allo spreco qualcosa di semplice, concreto e quotidiano. Mettendolo nero su bianco.
Con Too Good To Go non viene chiesto alle persone di fare una rinuncia: al contrario, possono scoprire prodotti e cibo ancora buoni, a un prezzo vantaggioso, contribuendo allo stesso tempo a evitare che vengano sprecati. È proprio questa combinazione tra impatto, convenienza e semplicità a rendere il gesto facilmente replicabile nel tempo. Se ci pensiamo, in un mondo dove la sostenibilità comporta generalmente extra-costi, Too Good To Go offre la possibilità di compiere un gesto positivo e sostenibile, risparmiando.
Per gli esercenti il ragionamento è simile, ma parte da un’esigenza diversa: trasformare un’eccedenza, che altrimenti rappresenterebbe una perdita, in un’opportunità di recupero di valore. La piattaforma permette di raggiungere consumatori interessati, recuperare parte del valore di prodotti che rischierebbero di rimanere invenduti e, allo stesso tempo, ridurre lo spreco e l’impatto ambientale associato. Questo vale sia per il piccolo esercente sia per le grandi aziende.
In definitiva, crediamo che il punto sia proprio cambiare la prospettiva sul concetto di eccedenza: non considerarla semplicemente qualcosa di cui liberarsi, ma una risorsa che può ancora generare valore. Per le aziende significa recuperare valore economico e ottimizzare i processi; per i consumatori significa accedere a buon cibo a un prezzo conveniente; per tutti, significa contribuire concretamente a ridurre lo spreco.
Il modello win-win-win garantisce un risparmio economico per le famiglie, un recupero di valore per i commercianti e un beneficio ambientale misurabile in CO₂e e risorse idriche risparmiate: in un contesto economico segnato dall'aumento del costo della vita, avete riscontrato un cambiamento nella percezione dell'app, ovvero i cittadini la utilizzano prevalentemente come strumento di supporto al bilancio familiare o sta crescendo la consapevolezza puramente etica e ambientale?
Dal nostro punto di vista privilegiato, vediamo convivere entrambe le motivazioni: da una parte la volontà di fare una scelta positiva per il Pianeta e contribuire a evitare che il cibo venga sprecato; dall’altra, una crescente attenzione al risparmio e alla convenienza che la nostra app può offrire.
Lo scenario attuale, caratterizzato dall’aumento del costo della vita e dall’impatto che questo ha sui budget e sulle scelte di consumo, ha sicuramente contribuito a rafforzare la percezione di Too Good To Go anche come uno strumento per accedere a del buon cibo a un prezzo più conveniente.
Abbiamo stimato, per esempio, che utilizzando l’app con regolarità - salvando una Surprise Bag a settimana e una Box Dispensa al mese - sia possibile risparmiare fino a circa 800 euro all’anno, ovvero oltre 60 euro al mese. In un contesto economico in cui ogni euro conta, può rappresentare un aiuto concreto per le famiglie per affrontare le tante spese, che specie in queste settimane di back to school, di fanno sentire.
E questo beneficio è già molto tangibile: in Italia, attraverso il nostro modello, abbiamo contribuito a far risparmiare agli utenti oltre 310 milioni di euro.
Crediamo quindi che uno degli elementi distintivi di Too Good To Go sia proprio questo: una stessa scelta può generare un doppio beneficio, per il Pianeta e per il proprio portafogli. Ridurre lo spreco alimentare non significa soltanto fare qualcosa di positivo per l’ambiente, ma anche valorizzare meglio le proprie risorse e trasformare un gesto antispreco in una scelta conveniente.
Oltre alle tradizionali Surprise Bag dedicate ai consumatori finali, la sfida dello spreco riguarda grandi volumi di cibo che si perdono prima di arrivare al dettaglio, quindi nell'industria di trasformazione e nella grande distribuzione: quali iniziative dirette o sinergie di filiera sta mettendo in campo Too Good To Go per intervenire sulle fasi a monte della catena agroalimentare?
In Too Good To Go siamo costantemente impegnati a individuare e sviluppare soluzioni innovative che possano essere applicate concretamente al contrasto dello spreco alimentare, lavorando al fianco degli operatori per aiutarli a prevenire e valorizzare le eccedenze.
Un esempio è Box Dispensa, la soluzione in collaborazione con l’industria alimentare per contribuire a ridurre lo spreco dei prodotti confezionati. A circa due anni e mezzo dal lancio, il progetto coinvolge già oltre 100 aziende alimentari più di 200 brand, dando una seconda vita a quei prodotti, tipici delle nostre dispense, che per qualche ragione non riescono a raggiungere gli scaffali dei supermercati.
Sul fronte della distribuzione, abbiamo recentemente introdotto anche in Italia Too Good To Go Platform, una soluzione pensata per aiutare i retailer a prevenire lo spreco direttamente a monte. Il sistema permette di ottimizzare la gestione delle date di scadenza dei prodotti a scaffale, rendendo più semplice e veloce il monitoraggio delle referenze e consentendo agli operatori di intervenire prima che un prodotto diventi eccedenza. In questo modo, tecnologia e dati diventano strumenti concreti per ridurre lo spreco e, allo stesso tempo, ottimizzare tempo e processi.
Ma per noi innovazione significa anche lavorare sulla prevenzione dello spreco in ambito domestico, considerando che ancora oggi più del 50% dello spreco alimentare avviene proprio all’interno delle nostre case. Per questo continuiamo a promuovere l’etichetta consapevole “Osserva, Annusa, Assaggia”, ad oggi stampata in italia su oltre 390 milioni di confezioni ogni anno. che invita a utilizzare i propri sensi prima di buttare un prodotto che abbia superato il termine minimo di conservazione, indicato dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”.
E la prevenzione passa anche dalle nuove generazioni. Con Next Gen, il nostro progetto educativo dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni, mettiamo a disposizione gratuitamente materiali e strumenti sullo spreco alimentare pensati per insegnanti, genitori e tutor.
L’obiettivo, quindi, è avere un approccio a 360 gradi: sviluppare soluzioni per gli operatori, utilizzare la tecnologia per prevenire lo spreco, aiutare le persone a fare scelte più consapevoli e costruire, a partire dai più giovani, una vera cultura del valore del cibo.
In occasione di questa giornata simbolica, se dovesse indicare una priorità legislativa o un'azione urgente che le istituzioni italiane ed europee dovrebbero adottare per accelerare il raggiungimento degli obiettivi globali di riduzione dello spreco alimentare entro il 2030, quale sarebbe il messaggio chiave di Too Good To Go alla politica?
Crediamo che oggi la priorità non sia necessariamente introdurre nuovi strumenti, ma rafforzare e rendere sempre più efficaci quelli che già abbiamo, mettendo la prevenzione dello spreco alimentare al centro.
In Italia abbiamo un esempio importante nella Legge Gadda, che proprio quest’anno compie i suoi 10 anni e che dal 2016 ha introdotto misure importanti per ridurre lo spreco. È una legge che ha rappresentato un passo significativo e che, a nostro avviso, può continuare a essere un punto di riferimento, anche attraverso un rafforzamento delle misure che incentivano la prevenzione, il recupero e la redistribuzione delle eccedenze.
Oggi, inoltre, il quadro europeo ci pone un obiettivo molto chiaro: la revisione della Direttiva Quadro sui rifiuti ha introdotto target vincolanti al 2030, con una riduzione del 10% nella trasformazione e produzione e del 30% pro capite nella vendita al dettaglio e nei consumi, inclusi ristorazione e famiglie.
Attualmente, gli atti di recepimento di questa direttiva europea sono in fase di discussione in Italia all'interno del Tavolo per la lotta agli sprechi, il comitato di confronto istituzionale che riunisce il Ministero e gli attori della filiera. A nostro avviso, questo è esattamente il modo migliore per procedere: arrivare, attraverso la concertazione e il dialogo multiparte all'interno del Tavolo, a definire obiettivi ambiziosi e condivisi.
Il messaggio che Too Good To Go vuole dare alle istituzioni è quindi semplice: misurare, prevenire e agire. Servono dati sempre più solidi per capire dove e perché si genera lo spreco, obiettivi chiari per misurare i progressi e un ecosistema di incentivi e strumenti che permetta a imprese, istituzioni e cittadini di trasformare questi obiettivi in azioni concrete.
La sfida da qui al 2030 è trasformare gli obiettivi europei in risultati concreti sul territorio, facendo della prevenzione dello spreco una responsabilità condivisa e creando le condizioni perché le soluzioni che già esistono possano essere adottate e scalate più velocemente.