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Vino, l'export trascina il fatturato nel 2014: record a 9,4 mld (+1%) /

22 marzo 2015 | 10.03
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A 'pesare' sono soprattutto le esportazioni che hanno raggiunto i 5,1 miliardi (+1,4%), mentre è risultato praticamente stabile il valore delle vendite sul mercato nazionale (4,3 miliardi circa). Vendite in aumento negli Stati Uniti (+4,4%) che si consolida come principale mercato di sbocco e nella Gran Bretagna (+6,1%), in calo Germania (-4,4%) e Russia (-10,4%). Le immagini del Vinitaly

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Il fatturato del vino e degli spumanti in Italia cresce ancora dell’1% e raggiunge nel 2014 il valore record di 9,4 miliardi per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto i 5,1 miliardi (+1,4%) mentre è risultato praticamente stagnante il valore delle vendite sul mercato nazionale che si sono attestate attorno ai 4,3 miliardi. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata al Vinitaly di Verona dove al proprio stand, nel Centro Servizi Arena (corridoio tra i padiglioni 6 e 7) è stato esposto per la prima volta il vino poliglotta simbolo dell'Expo per far conoscere in 42 lingue i primati del patrimonio vitivinicolo nazionale. (Le immagini del Vinitaly)

Vendite in aumento negli Stati Uniti (+4,4%) che si consolidano come principale mercato di sbocco e nella Gran Bretagna (+6,1%) che si classifica al terzo posto dietro alla Germania dove invece - sottolinea la Coldiretti - si registra una flessione del 4,4%. Preoccupante il flop registrato in Russia dove le esportazioni calano del 10,4% anche per effetto delle tensioni politiche e commerciali nonostante il vino non rientri tra i prodotti colpiti dall’embargo.

Il buono stato di salute del vino italiano traina l’occupazione in agricoltura che in controtendenza fa registrare un andamento positivo nel 2014. Si stima che il vino abbia offerto durante l’anno opportunità di lavoro a un milione e 250mila italiani tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (vinacce e raspi).

Secondo uno studio della Coldiretti la raccolta di un grappolo alimenta opportunità di lavoro in ben 18 settori: 1) agricoltura, 2) industria trasformazione, 3) commercio/ristorazione, 4) vetro per bicchieri e bottiglie, 5) lavorazione del sughero per tappi, 6) trasporti, 7) assicurazioni/credito/finanza, 8) accessori come cavatappi, sciabole e etilometri, 9) vivaismo, 10) imballaggi come etichette e cartoni, 11) ricerca/formazione/divulgazione, 12) enoturismo, 13) cosmetica, 14) benessere/salute con l’enoterapia, 15) editoria, 16) pubblicità, 17) informatica, 18) bioenergie.

“La decisa svolta verso la qualità ha messo in moto nel vino un percorso virtuoso in grado di conciliare ambiente e territorio con crescita economica e occupazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “nuove e importanti opportunità si aprono nel 2015 con la ripresa economica in Italia tanto che nel primo bimestre c’è stato un aumento dell'1,9% in valore delle vendite nella grande distribuzione organizzata rispetto all'anno precedente”. "E segnali positivi - conclude Moncalvo - vengono anche dall’esportazioni grazie all’effetto traino del tasso di cambio favorevole con il dollaro".

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