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A Milano la prima retrospettiva dedicata a Max Ernst

03 ottobre 2022 | 18.18
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'L'angelo del focolare', Max Ernst

Arriva a Milano la prima retrospettiva in Italia dedicata a Max Ernst, pittore, scultore, poeta e teorico dell’arte tedesco, poi naturalizzato americano e francese. Sono oltre 400 le opere tra dipinti, sculture, disegni, collage, gioielli e libri illustrati provenienti da musei, fondazioni e collezioni private, in Italia e all’estero. La vastità di temi e sperimentazioni dell’opera di Ernst si estende lungo settant’anni di storia del Ventesimo secolo, tra Europa e Stati Uniti, sfuggendo a ogni definizione. Profondo conoscitore e visionario interprete della storia dell’arte, della filosofia, della scienza e dell’alchimia, Max Ernst viene presentato in questo contesto come umanista in senso neorinascimentale.

Al piano nobile di Palazzo Reale i visitatori potranno immergersi in un itinerario che ripercorre l’avventurosa parabola creativa dell’artista, segnata dai grandi avvenimenti storici del Ventesimo secolo e costellata di amori straordinari e amicizie illustri. Il percorso narra le vicende biografiche di Ernst raggruppandole in quattro grandi periodi, a loro volta suddivisi in nove sale tematiche che dischiudono approcci interdisciplinari alla sua arte. La mostra, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura e da Palazzo Reale con Electa in collaborazione con Madeinart, è curata da Martina Mazzotta e Jürgen Pech.

"Il percorso di Ernst, ricchissimo di opere, rimandi e suggestioni, darà ai visitatori e alle visitatrici la possibilità di una visita multilivello, con tagli differenti e approfondimenti per tema o per linguaggio", spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi. "Infatti ad oggi, un giorno prima dell’apertura della mostra al pubblico, sono già 16mila le prenotazioni effettuate, tra gruppi e singoli, per poter entrare nello straordinario mondo di Max Ernst”.

All’ingresso delle sale espositive il pubblico viene accolto da un capolavoro che compie quest’anno un secolo, 'Oedipus Rex'. Le prime due sale accompagnano la prima parte della biografia di Ernst, gli anni dell’infanzia e della formazione in Germania, fino al 1921, fonti di memoria e ispirazione per tutta la vita dell’artista, la Grande Guerra, combattuta in prima persona ed equiparata a un periodo di morte, la risurrezione, il ritorno alla vita, il matrimonio e la nascita del figlio Jimmy, l’avvento rivoluzionario di Dada e l’invenzione del collage, la prima mostra in Francia e il proto-surrealismo. La seconda parte della biografia, che riguarda gli anni 1922-1940 vissuti in Francia, occupa le due sale successive.

La mostra prosegue cronologicamente raccontando gli anni successivi trascorsi da Ernst a Parigi e in Francia, l’affermarsi del Surrealismo, il secondo matrimonio con Marie-Berte e poi l’amore con Leonora Carrington, le amicizie, gli scambi e le collaborazioni con i protagonisti delle avanguardie, i viaggi e le sperimentazioni, l’avvento della Seconda Guerra, la prigionia da 'artista degenerato' ricercato dai nazisti. L’esilio negli Stati Uniti, organizzato con il supporto del figlio Jimmy e di Peggy Guggenheim, che l’artista sposerà per un breve periodo, introduce alla sezione dedicata all’America (1941-1952). L’inserimento nella scena internazionale di New York, il grande amore e poi il matrimonio con Dorothea Tanning e il trasferimento a Sedona, in Arizona.

Il ritorno in Europa di Ernst (1953-1976) è raccontato nella sezione 'Memoria e Meraviglia', che raccoglie opere dei diversi decenni e illustra come la storia e il ritorno dell’antico diventino fonti d’ispirazione e oggetto dell’arte meravigliosa di Ernst. L’ultima sala, intitolata 'Cosmo e crittografie', ha lo sguardo rivolto alle stelle. Negli anni che precedono lo sbarco dell’uomo sulla Luna, arte e scienza dialogano infatti nelle opere di Ernst, dischiudendo sguardi inediti sul cosmo. Opere, libri e cinema introducono alle straordinarie scritture segrete dell’artista, a quelle crittografie che si spingono oltre ai linguaggi codificati.

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