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Lavoro: Adapt, numeri Istat ci riportano al 2016, conti con la crisi in prossimo futuro

02 luglio 2020 | 18.35
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Il commento degli esperti

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Pubblicati questa mattina i nuovi dati Istat sul mercato del lavoro a maggio, fortemente influenzati dal blocco dei licenziamenti in corso. Continua l’andamento negativo dell’occupazione, con un calo di 84mila unità nel solo mese di maggio. Le più penalizzate sono le donne, che registrano -64mila unità, a fronte delle 19mila unità maschili perse. Dall’inizio della crisi sanitaria (marzo) a maggio compreso, il calo registrato riguarda 381mila unità (274mila nel solo mese di aprile) - sono ben 613 se si guarda invece allo scorso anno. "Numeri che ci riportano ai livelli del 2016", commenta Francesco Seghezzi, presidente di Fondazione Adapt, con un tasso di disoccupazione pari a 57,6%.

Il calo degli occupati è dato da una diminuzione dei lavoratori dipendenti (-90mila) e dagli occupati a termine (-79mila). "Chiara conseguenza del blocco dei licenziamenti -prosegue Seghezzi- misura che colpisce i lavoratori temporanei che non vengono rinnovati". Su base annua, gli occupati a termine diminuiscono di 600mila unità. "Stiamo assistendo ad un forte indebolimento dei lavoratori temporanei - spiega Seghezzi- dimostrata dal fatto che al calo dei contratti a termine non corrisponda un aumento di quelli a tempo indeterminato". Si registra invece un’inversione di tendenza nel rapporto tra inattivi e disoccupati. "Un segnale di riattivazione dato dalla fine del lockdown", spiega Seghezzi, con una crescita dei disoccupati di 307mila unità e un contestuale calo di inattivi di 229mila. Su base annua, i nuovi inattivi restano però sopra il milione.

In difficoltà anche i giovani, che registrano un calo dell’occupazione e un aumento della disoccupazione. La fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 35 e i 49 anni. "Se si depura il dato dalla componente demografica -precisa Seghezzi- si evince come in realtà a soffrire di più siano gli under 35”, con un calo di occupati del 5,6%. L’estensione della cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti stanno congelando una crisi con cui saremo costretti a fare i conti in un futuro prossimo", conclude Seghezzi.

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