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Arsenico nell'acqua a Roma, Angelilli presenta interrogazione a Commissione europea

03 marzo 2014 | 17.45
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Roma, 3 mar. (Adnkronos/Ign) - "E' stato piuttosto irresponsabile il modo in cui l'amministrazione di Roma Capitale ha gestito la vicenda della presenza di arsenico nell'acqua, derivante da sette acquedotti Arsial che servono alcune zone dei Municipi XIV e XV. E' inaccettabile che di fronte ai rischi per la salute dei cittadini e nonostante l'Amministrazione fosse a conoscenza da dicembre scorso dei risultati delle analisi condotte dell'Asl Roma C, l'ordinanza 'di divieto di utilizzo per il consumo umano' sia stata firmata solo il 21 febbraio e pubblicata una settimana dopo. Per questo motivo ho presentato un'interrogazione alla Commissione europea". A renderlo noto Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo.

"Ho chiesto pertanto - spiega Angelilli - alla Commissione europea di verificare se il comportamento dell'amministrazione non costituisca una violazione della Direttiva 98/83/CE che disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano e che prevede che, in caso di pericolo per la salute umana, i consumatori vengano tempestivamente informati e vengano loro forniti i necessari consigli. Ho chiesto anche di accertare se non sia stata violata la Direttiva Quadro sulle Acque che prevede misure circa il miglioramento dello stato delle acque e la partecipazione dei cittadini alle scelte adottate in materia".

Sull'inquinamento delle acque provocato dalla presenza di arsenico, dopo diversi esposti e segnalazioni e anche dopo la comunicazione proveniente dall'amministrazione comunale, il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari ha disposto i primi accertamenti e il fascicolo al momento è intestato 'atti relativi' con riferimento alla situazione esistente nei Municipi XIV e XV. Allo stato non c'è alcuna ipotesi di reato e si procede contro ignoti.

Il Codacons chiede provvedimenti a tutela dei residenti delle aree dove l'acqua risulta contaminata. ''Abbiamo deciso di depositare'' lunedì ''un esposto in Procura affinché siano verificati eventuali ritardi od omissioni da parte dell'amministrazione capitolina nelle informazioni rese agli utenti - afferma in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - Nello specifico vogliamo che la magistratura accerti se la salute dei cittadini sia stata garantita e se la tempistica seguita dal Comune nel diramare l'allarme sia stata congrua''.

''I cittadini coinvolti dal problema devono essere esentati dal pagamento delle tariffe idriche, fino a che l'acqua non tornerà potabile - spiega Rienzi - Comune e Asl devono inoltre disporre in favore di costoro analisi del sangue gratuite, volte a verificare la presenza nell'organismo di metalli tossici pericolosi per la salute umana''.

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