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Banche venete, Ue approva le misure: "In linea con le regole"

25 giugno 2017 | 20.36
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Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker (AFP PHOTO) - (AFP PHOTO)

La Commissione europea ha approvato, sulla base delle norme Ue‎, le misure varate dalle autorità italiane per facilitare la liquidazione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Per l'esecutivo comunitario le misure sono in linea con le regole Ue sugli aiuti di Stato.

Le misure includono la vendita di una parte delle attività di Bpvi e Veneto Banca a Intesa SanPaolo. I depositi, sottolinea la Commissione, restano "totalmente protetti".

L'annuncio della Commissione segue la dichiarazione della Bce, per la quale le due banche sono in fallimento, o quasi (likely to fail), e la decisione del Single Resolution Board di rimettere la questione alle autorità nazionali. La legge Ue prevede che, in un caso come questo, si applicano le leggi nazionali sull'insolvenza.

Se le autorità del Paese membro, l'Italia in questo caso, ritengono che sia necessario fornire un sostegno pubblico, si applicano le regole Ue sugli aiuti di Stato, in particolare la comunicazione sulle banche del 2013, che richiede il 'burden sharing', vale a dire il contributo di azioni e obbligazioni subordinate per coprire i costi della liquidazione delle banche. Non devono contribuire le obbligazioni ordinarie, né i correntisti, che restano pienamente protetti. 

Per la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager, "l'Italia ritiene che l'aiuto pubblico sia necessario per evitare perturbazioni nell'economia della regione Veneto in conseguenza della liquidazione delle due banche, che escono dal mercato dopo un lungo periodo di serie difficoltà finanziarie. La decisione della Commissione europea permette all'Italia di adottare misure per facilitare la liquidazione dei due istituti: l'Italia sosterrà la vendita e l'integrazione di alcune attività e il trasferimento dei dipendenti ad Intesa SanPaolo".

"Gli azionisti e gli obbligazionisti junior - continua la Vestager - hanno contribuito in pieno, riducendo i costi per lo Stato italiano, mentre i depositi restano pienamente protetti. Queste misure rimuovono anche 18 mld di euro di crediti deteriorati dal settore bancario italiano, contribuendo così a consolidarlo". Il compratore, Intesa SanPaolo, è stato selezionato dallo Stato attraverso una procedura "aperta, equa e trasparente".

In particolare, lo Stato fornirà 4,785 mld di euro cash e garanzie pubbliche di circa 12 mld sulle masse da liquidare.  Sia le garanzie che le iniezioni di contante hanno come collaterale i diritti privilegiati dello Stato italiano sui beni da liquidare: di conseguenza, il costo netto per lo Stato sarà assai più basso del valore nominale delle misure, sottolinea la Commissione. Per l'esecutivo Ue le misure sono in linea con la comunicazione sulle banche del 2013.

Bpvi e Veneto Banca verranno liquidate in modo ordinato e usciranno dal mercato, mentre le attività trasferite verranno ristrutturate e considerevolmente ridotte da Intesa, cosa che limiterà le distorsioni derivanti dagli aiuti. La conseguente integrazione in Intesa riporterà le parti cedute alla sostenibilità economica. La Commissione ha anche confermato che queste misure non costituiscono aiuti per Intesa SanPaolo, poiché la Ca' de' Sass è stata selezionata con un processo trasparente, gestito dalle autorità italiane, facendo in modo che le attività venissero vendute al miglior offerente su piazza. 

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