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Biagi: Sacconi, memoria critica di irrisolto nodo mercato lavoro

19 marzo 2014 | 14.20
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"Ricordare Marco Biagi nel periodico anniversario della morte non è un rito inutile. Egli rimane il riferimento culturale e la memoria critica per tutti coloro che ritengono irrisolto il nodo della liberazione del nostro mercato del lavoro dai molti vincoli ideologici che lo hanno cronicamente rattrappito". Lo scrive oggi, anniversario della morte del giuslavorista bolognese, in un intervento sul Corriere della Sera Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra, che con Biagi firmò il "Libro bianco sul mercato del lavoro".

"Nel Paese più sindacalizzato dell'Occidente - continua - abbiamo registrato in tutto il dopoguerra, nel confronto con i competitori, bassa occupazione, bassi salari, bassa produttività, alti investimenti nelle tecnologie di processo per risparmiare lavoro, alto sommerso. Ancora oggi continua ad allargarsi la forbice con la produttività degli altri, i salari sono decisi quasi per intero dal contratto nazionale in modo egualitario, la rotazione delle mansioni e la modulazione dell'orario sono una conquista difficile ed onerosa per l'impresa chiamata ogni giorno ad adeguarsi al mercato, la nuova assunzione è frenata dal timore di un contenzioso imponderabile".

"Il decreto legge su apprendistato e contratti a termine appare essere, dopo l'infelice legge Fornero, il primo atto nella giusta direzione ma il Libro Bianco che ebbi l'onore di firmare con Biagi suggeriva ben tredici anni fa il più ambizioso sinallagma tra una maggiore protezione del disoccupato ed una regolazione europea del licenziamento fondata sulla deterrenza di un adeguato indennizzo", prosegue.

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