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Coronavirus, mons. Santoro (Cei): "Italia è diventata una grande Taranto"

22 aprile 2020 | 20.13
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L'arcivescovo della città pugliese: "Prioritaria difesa della salute ma favorire ripresa del lavoro"

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Immagine di repertorio (Fotogramma)

"L'Italia è diventata una grande Taranto: la priorità massima è la difesa della salute e non possiamo cedere su questo punto; ma allo stesso tempo, però, dobbiamo favorire una ripresa delle attività". E' quanto osserva monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e responsabile della Cei per la pastorale sul lavoro, intervistato da Tv2000 sull'emergenza coronavirus.

Santoro sottolinea che "è importante anche la salute dei nostri anziani, dei nostri nonni, quelli che sono stati decimati in maniera terribile in questa pandemia. La strada in qualche modo la dobbiamo aprire, perché se gli anziani non muoiono di coronavirus muoiono di depressione restando chiusi. Bisogna trovare realmente la maniera".

L'arcivescovo parla anche della necessità di "una riapertura delle chiese. Le dobbiamo tenere sempre aperte, non si possono chiudere: è un segno fortissimo. Serve una riapertura graduale, in cui noi ci metteremo a moltiplicare le messe purché gli spazi nelle chiese siano ampi e non ci sia né contatto né contagio, rispettando il distanziamento anche di due metri. Abbiamo delle chiese ampie in cui ci possiamo distanziare bene. L'assenza dell'eucarestia è una vera privazione".

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