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Covid, Le Maire : "risanamento conti pubblici dopo ritorno crescita e superata crisi"

19 marzo 2021 | 15.58
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Per il ministro dell'Economia francese in visita in Italia "non dobbiamo fare gli stessi errori del 2010 del 2011 quando abbiamo voluto ristabilire troppo velocemente i conti pubblici e ucciso la crescita"

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Il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire

"Il tempo per risistemare i conti pubblici arriverà ma verrà quando la crescita sarà di ritorno e quando la crisi sarà dietro alle nostre spalle". Ad affermarlo è il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire al termine del suo incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti nel corso della conferenza stampa in merito alla riflessione in corso in Ue sulla revisione del Patto di stabilità e di crescita. "Non dobbiamo fare gli stessi errori del 2010 del 2011 quando abbiamo voluto ristabilire troppo velocemente i conti pubblici e ucciso la crescita", ammonisce Le Maire.

"La Francia è determinata la sua finanza pubblica quando la crescita sarà di ritorno. La Francia sta determinando la sua strategia di risanamento e crediamo con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron che sia essenziale avere delle finanze pubbliche ben governate", aggiunge Le Maire.

"E' un patto, il Patto di stabilità e di crescita e quindi significa che i paesi membri della zona euro devono essere d'accordo e ben coordinati tra di loro. E' essenziale che nei mesi a venire ci sia uno stretto coordinamento tra gli stati membri dell'area. Ma è anche essenziale che teniamo conto della nuova realtà legata dalla crisi e dalle differenze di livelli di debito pubblico tra i vari Stati membri. Auspico che questo coordinamento sia il più stretto e costruttivo possibile nei prossimi mesi", sottolinea Le Maire.

L'euro, sottolinea ancora Le Maire, "ha salvato le nazioni europee. La Bce è stato un scudo efficace di fronte alla crisi economica" : "Se siamo riusciti a indebitarsi fortemente in Francia e in Italia per proteggere le nostre aziende e i nostri lavoratori è stato proprio grazie alla zona euro", aggiunge il ministro. "In questa crisi non dimentichiamo quello che dobbiamo all'Europa. Uniti siamo più forti".

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