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Farmaci: allergologi su 'caso Miley Cyrus', reazioni per 1 italiano su 100

22 aprile 2014 | 16.01
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Roma, 22 apr. (Adnkronos Salute) - E' ancora in ospedale Miley Cyrus: la popstar di Wrecking Ball, impegnata con il suo 'Bangerz World Tour 2014', deve restare sotto osservazione tra i 5 e i 27 giorni, dopo una grave reazione allergica provocata dall'assunzione del Cephalexin, un antibiotico per curare la sinusite. In Italia si stima attualmente che almeno 1 paziente su 100 possa aver avuto (o sia destinato ad avere) una reazione a farmaci, anestetici (locali o generali) o mezzi di contrasto utilizzati in radiologia. E "questo numero, già di per sé impressionante, è destinato a crescere significativamente nei prossimi anni", spiega Massimo Triggiani, Past Presidente Siaaic, Società italiana allergologia, asma e immunologia clinica e docente all'Università di Salerno.

Il possibile aumento dei casi è dovuto "sia per l'impiego sempre più diffuso di farmaci e molecole a uso diagnostico - dice l'esperto - sia per l'immissione in commercio di nuovi agenti farmacologici a uso terapeutico. Esiste, ovviamente, un rapporto diretto tra la frequenza di uso di un farmaco e la possibilità che questo possa scatenare una reazione allergica. Non a caso, i farmaci più frequentemente implicati nelle reazioni allergiche sono quelli di uso più comune, gli antinfiammatori non steroidei (Fans) e gli antibiotici, come nel caso di Miley Cyrus".

Le reazioni ai farmaci possono essere lievi e dare, ad esempio, solo orticaria, una manifestazione limitata alla cute; in altri casi, che purtroppo stanno diventando sempre più frequenti, le reazioni sono più gravi e possono essere di tipo respiratorio, ad esempio una crisi severa di asma, gastrointestinale, con dolori addominali e diarrea intensa, fino alle forme più pericolose per la vita quali l’angioedema, che può causare asfissia, e lo shock anafilattico. (segue)

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