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Professioni, Savoncelli (Geometri): "Estendere equo compenso"

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Professioni, Savoncelli (Geometri): Estendere equo compenso

Maurizio Savoncelli, presidente del consiglio nazionale dei geometri

"E' necessario estendere l'equo compenso per i professionisti anche ai rapporti con il privato cittadino. E la speranza è che questo avvenga con qualche emendamento alla manovra. Dal sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, che ha ricevuto nei giorni scorsi 16 ordini professionali posti sotto il controllo del ministero, abbiamo avuto rassicurazioni sulla sua attenzione al tema". Così, in un'intervista a Labitalia, il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, Maurizio Savoncelli, sul tema dell'equo compenso per i professionisti.


Secondo Savoncelli, "la possibilità dell'equo compenso, che oggi è prevista per i rapporti con la banca, con l'assicurazione, con la grande azienda, va estesa anche a quelli con 'la signora Maria', privata cittadina che se si rivolge a un professionista che le presenta un preventivo e che deve poter avere un parametro su cui giudicarlo".

Infatti, secondo il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, "l'abolizione delle tariffe si è rivelata un errore: c'è la necessità di un parametro di riferimento per il committente che assegna un incarico al professionista, lasciando poi spazio naturalmente alla possibilità di contrattazione".

E Savoncelli ha sottolineato la disponibilità dei professionisti per il Paese. "Come ho già avuto modo di dire al premier Giuseppe Conte nel corso dell'assemblea dell'Anci, noi - spiega - mettiamo a disposizione una task force di 100mila geometri per controllare lo stato delle infrastrutture. Sono tecnici presenti su tutto il territorio italiano, che lo conoscono alla perfezione, e che potrebbero fare relazioni agli enti pubblici su quelli che sono gli interventi da realizzare per mettere in sicurezza il territorio e le opere". Per Savoncelli, infatti, "in Italia serve un piano straordinario di monitoraggio di tutte le infrastrutture esistenti prima di costruirne delle nuove".

"Un Paese con problemi infrastrutturali - avverte - avrà inevitabilmente problemi di carattere economico e anche sociale, come stiamo vedendo in queste settimane con gli effetti del maltempo su cittadini e imprese. L'Italia per troppi anni ha trascurato la manutenzione delle proprie infrastrutture, trascurando quindi la prevenzione". "Sono scomparsi - aggiunge Savoncelli - i cantonieri che controllavano giorno per giorno la situazione delle infrastrutture. Io non dico di tornare a questo, ma una presenza capillare di tecnici potrebbe permettere verifiche adeguate sulle opere ed evitare così drammi come quelli del Ponte Morandi". E in generale, per Savoncelli, non solo sul tema delle infrastrutture, tutti i professionisti potrebbero 'dare' di più al Paese. "Nel 'Jobs act degli autonomi' -spiega- era prevista la possibilità di delegare diverse funzioni in sussidiarietà ai professionisti. Ma non sono stati fatti i decreti attuativi, e la delega è decaduta perdendo una buona occasione".

"A mio avviso, infatti, lo Stato dovrebbe esercitare le funzioni di programmazione e controllo. In mezzo potrebbero esserci, con la formula della sussidiarietà, i professionisti, svolgendo la funzione di raccordo tra Stato e cittadini, che peraltro svolgono da sempre", aggiunge Savoncelli. E sulle misure previste nella manovra economica del governo Savoncelli ha sottolineato che "la centrale unica di progettazione prevista nella manovra rischia di fare solo danni, e anche grossi. Va modificata in centrale unica di programmazione, con funzioni di indirizzo e scale di priorità. Allora sì che potrebbe essere utile". Per Savoncelli, "standardizzare la progettazione da Nord a Sud del Paese è incomprensibile e pericoloso, perché ogni territorio - conclude - ha le sue specificità".



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