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Medicina: da Cipomo 5 pratiche per un'oncologia piu' sostenibile

21 marzo 2014 | 18.40
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Roma, 21 mar. (Adnkronos Salute) - Il Collegio primari oncologi ospedalieri (Cipomo) aderisce al progetto internazionale 'Choosing Wisely', portato avanti in Italia da Slow Medicine grazie alla campagna 'Fare di più non significa fare meglio'. Il gruppo di lavoro Green Oncology ha elaborato 5 pratiche a rischio d'inappropriatezza nate dalla condivisione maturata sul campo. Ridurre gli sprechi, promuovere l'appropriatezza d'uso delle risorse disponibili, non sono semplici operazioni per ridurre la spesa, si tratta di una riflessione di comportamenti condivisi dalla comunità scientifica per migliorare la qualità della vita dei pazienti, sottolinea una nota.

"Nella gara per garantire giuste cure al tempo giusto, ognuno deve fare la sua parte - evidenzia Salvatore Palazzo, vicepresidente Cipomo - discutendo tutti insieme, medici, pazienti e gli altri attori della sanità, per individuare quegli esami diagnostici e quelle terapie che, pur di uso comune, risultano inutili o dannosi. Per innescare queste conversazioni, ognuna delle oltre 50 Società mondiali di specializzazione sanitaria ha creato una lista di 5 decisioni sagge, volte a impedire che i pazienti vengano sottoposti a esami o a terapie discutibili sotto il profilo dell’appropriatezza, cioè non basate su prove di efficacia, di sicurezza, di utilità".

Ecco le 5 pratiche a rischio d'inappropriatezza indicate da Cipomo:

1) Non prescrivere antibiotici allo scopo di prevenire le complicanze infettive da neutropenia, in pazienti neoplastici trattati con chemioterapia a dosi standard;

2) Di norma non prescrivere marker tumorali serici in corso di processo diagnostico o per la stadiazione dei tumori;

3) Non effettuare di routine terapia antitumorale nei pazienti affetti da tumori solidi con performance status compromesso o in progressione dopo 2-3 linee terapeutiche, ma privilegiare le cure palliative;

4) Non eseguire esami del sangue incluso il profilo biochimico, scansioni ossee, radiografie toraciche, ecografie epatica e pelvica, Tac, Pet e marker tumorali, dopo terapia sistemica precauzionale, in pazienti operate per cancro alla mammella, asintomatiche e in assenza di risultati specifici all'esame clinico;

5) Non prescrivere la chemioterapia nel trattamento sistemico del carcinoma duttale in situ della mammella.

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