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Paul McCartney su John Lennon: "Con la morte si è trasformato in un martire"

06 luglio 2015 | 16.29
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Paul McCartney (Foto Infophoto) - INFOPHOTO

La tragica uccisione di John Lennon lo ha trasformato in un martire e la gente ha cominciato a dire: 'Be', lui era i Beatles'. A distanza di molti anni Paul Mc Cartney, in una lunga intervista all''Esquire', racconta dal suo punto di vista ciò che è accaduto dopo la morte del suo amico e collega.

"Ho sempre cercato di vedere la vita dal punto di vista del pubblico - ha affermato il musicista - Anche dopo che i Beatles si sono divisi eravamo tutti uguali. Ma quando John è stato assassinato, a parte il puro orrore per ciò che era accaduto, ho capito subito ciò che era accaduto: ok, bene ora John è un martire. Un JFK. E ho iniziato a sentirmi frustrato perché la gente ha cominciato a dire: "Be', lui era i Beatles".

"John era di certo il più spiritoso - ha aggiunto il 73enne - ha fatto un sacco di grandi cose. Dopo i Beatles ha fatto ancora grandi cose ma ha fatto anche cose meno buone. Ma il fatto di essere stato trasformato in un martire lo ha elevato al livello di James Dean, e oltre". "Quando ne parlavo con gli amici - ha detto ancora McCartney - mi dicevano: 'Non ti preoccupare. La gente sa [la verità], sa quello che hai fatto. Poi però sono accadute cose strane, come Yoko Ono che alla stampa ha detto 'Paul non ha fatto nulla! Tutto quello che ha fatto è stato prenotare lo studio ... Solo prenotare lo studio? Ma per favore...". "Bene, ora la gente sa che non è vero - ha sottolineato il musicista - C'è stato tanto revisionismo: John ha fatto questo, John ha fatto quell'altro... Voglio dire, se si mette a confronto il nostro lavoro non c'è poi tutta questa grande differenza".

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