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Poletti, giovani all'estero: "Alcuni meglio non averli tra i piedi". Poi si scusa

19 dicembre 2016 | 20.21
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Dietro front del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sui giovani che emigrano all'estero per lavorare. "Evidentemente mi sono espresso male e me ne scuso; mai pensato che sia un bene per l’Italia se i giovani se ne vanno", dice in un comunicato. La precisazione arriva quando le sue parole pronunciate a Fano, "Conosco gente che e' andata via e che e' bene che stia dove e' andata, perché sicuramente questo Paese non soffrira' a non averli più fra i piedi", hanno già sollevato le polemiche.

Le dichiarazioni 'riparatrici' chiariscono il pensiero del ministro. "Non mi sono mai sognato di pensare che è un bene per l’Italia il fatto che dei giovani se ne vadano all’estero. Penso, semplicemente, che non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri", aggiunge.

"Ritengo, invece, che è utile che i nostri giovani possano fare esperienze all’estero, ma che dobbiamo dare loro l’opportunità tornare nel nostro paese e di poter esprimere qui le loro capacità e le loro energie”, conclude il ministro nella nota.

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