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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

01 aprile 2014 | 09.58
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Roma, 1 apr. (Labitalia) - Enzo De Fusco, consulente del lavoro e coordinatore scientifico della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, spiega al 'Corriere della Sera' come funzionerà il bonus Irpef da 80 euro. "Ovviamente in questo momento non se ne sa nulla. Al di là delle anticipazioni fatte dal governo, non c' è alcun provvedimento cogente da poter applicare e quindi brancoliamo nel buio. In questo momento ogni ipotesi tecnica è possibile". Tuttavia, aggiunge "sono molte la variabili possibili; bisogna vedere se l' importo sarà fisso o decrescente, se verranno incentivati maggiormente i redditi più o più alti, se verrà calcolato sul reddito 2013 ovvero valutato mese per mese. Per alcuni versi si potrebbe pensare a una detrazione d' imposta ma questa soluzione presenta diverse criticità. Molto più probabilmente si tratterà di una somma forfetaria. Ma fondamentalmente, oltre a non conoscere i meccanismi operativi, non si riesce a comprendere da quando partirà". Il governo farà in tempo a ricomprenderlo nelle buste paga di maggio? "Difficile dirlo -risponde De Fusco-, ma certo più tempo passa e meno sarà possibile. Anche ipotizzando che il provvedimento venga varato nei prossimi giorni; innanzitutto, dovrà essere un decreto legge immediatamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento in poi le software house potranno procedere all' aggiornamento dei programmi gestionali, che si utilizzano negli studi e nelle aziende per sviluppare le buste paghe. Si tratta di un' operazione molto delicata che dovrà essere compiuta in presenza di una norma che non lasci spazio a dubbi e interpretazioni diverse".

"È cambiato l' atteggiamento in Italia e anche l'atteggiamento sull' Italia". Lo dice al 'Corriere della Sera' Federico Imbert responsabile Credit Suisse per l' Italia. "Non vedo particolari nubi all' orizzonte - afferma il banchiere - il rischio maggiore è che non sia permesso a Renzi di fare le riforme". "C' è molta fiducia in Matteo Renzi e nel governo. La coesione tra il premier e il ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan, una scelta di alto profilo, è molto importante per la riuscita dell' azione di governo. C' è apprezzamento per le riforme che hanno messo in campo: vanno nella direzione di rendere l' Italia più governabile. Penso alla riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione. Ma anche ai 10 miliardi di sgravi fiscali in busta paga che andranno a rivitalizzare i consumi interni, e alla restituzione dei debiti da parte della Pubblica amministrazione che farà affluire liquidità alle imprese. C'è grande attesa anche per il Job act", conclude.

"No a guerre di religione sul decreto legge occupazione. Il contratto a termine, tra i contratti flessibili, è quello che dà più garanzie ai lavoratori, in quanto offre le stesse prestazioni e tutele di un contratto a tempo indeterminato". Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, interviene con 'Il Sole 24 Ore' sul decreto all'esame della commissione Lavoro della Camera, "Se non rendiamo il contratto a termine appetibile sotto il profilo della flessibilità, rischiamo che le imprese optino per altri contratti a costo zero, che in termini di salario e contribuzione sono più convenienti per le aziende ma non per i lavoratori. Rischiamo un esodo verso il lavoro parasubordinato o finto autonomo. Qualsiasi sindacalista dovrebbe avere a mente che la vera questione sono le false partite Iva, i co.co.pro, gli associati in partecipazione, i collaboratori delle Pubbliche amministrazioni privi delle tutele fondamentali. Il ministro Poletti lo ha capito e mi fa specie che in una parte della maggioranza e nella Cgil prevalgano ragioni ideologiche".

"Siamo usciti dalla fase dell' emergenza, la sopravvivenza è garantita, abbiamo avviato la ricostruzione". Lo dice Antonella Mansi, classe 1974, presidente della Fondazione Mps, a 'La Repubblica'. Che ricostruzione sarà quella della Fondazione? "La prima missione è stata quella di mettersi alle spalle il debito che minacciava di mandare in fallimento la Fonda- zione. Ora rafforziamo il legame con la Banca dandogli un respiro internazionale, perché quella che abbiamo messo in piedi con i due partner stranieri è un' operazione non solo finanziaria ma che ha una visione di collaborazione nel medio periodo. Possiamo pensare a domani, per garantire alla Fondazione una capacità di redditività che permetta all' Ente di ricominciare a sviluppare il sostegno al territorio di riferimento. E' questo ciò che ci viene chiesto, è questo ciò che vogliamo. Abbiamo le risorse per partecipare alla ricapitalizzazione, ma soprattutto diversificheremo i nostri investimenti, perché è opportuno, necessario e può essere utile e rilanciare presto le erogaz ioni: per toroltre nare a ricevere i dividendi della Banca ci vorrà tempo, e non possiamo stare "senza mangiare" fino al 2018".

Jacques Séguéla approva la mossa di Hollande. Ed è un' opinione che conta, perché il più celebre pubblicitario francese, con i suoi slogan, ha anche fatto e disfatto presidenti. Oltretutto, lui il nuovo primo ministro Manuel Valls lo conosce bene, perché ha condotto con lui le campagne elettorali di Lionel Jospin. "Hollande -spiega a 'La Stampa'- aveva tre possibilità. La peggiore era mantenere al suo posto Ayrault, che ormai i francesi identificano con la sconfitta. Quella così così, di scegliere Laurent Fabius, ma sarebbe stato un déjà vu perché Fabius fu già primo ministro di Mitterrand. La migliore, Valls".

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