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San Raffaele: record iscritti test Medicina Vita-Salute, in 40 per 1 posto

07 marzo 2014 | 15.03
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Milano, 7 mar. (Adnkronos Salute) - Martedì 11 marzo alla Fiera Milano City saranno in 40 a contendersi un posto. Il sogno di 4 mila 'aspiranti' camici bianchi? Diventare studenti del corso di Medicina e chirurgia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano che quest'anno, nella sua versione tradizionale in lingua italiana, ha raggiunto il suo personale record di iscritti ai test: 4.040 per 100 posti disponibili. "Non avevamo mai raggiunto prima d'ora quota 4 mila. L'ultimo record, quello di 3 anni fa, era di circa 3.500 domande", commenta all'Adnkronos Salute Massimo Clementi, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'università Vita-Salute San Raffaele e prorettore dell'ateneo.

Il risultato "è fortemente positivo", ancora di più, ribadisce, "se si ripensa agli anni bui" che sia l'ospedale sia l'università hanno alle spalle. L'Irccs, sull'orlo del fallimento nell'ultimo periodo con don Verzé ancora al timone, è entrato nella galassia della famiglia Rotelli. L'ateneo, dopo il 'congelamento' dei posti per la crisi fra i suoi vecchi vertici e quelli dell'ospedale, ha ritrovato il sereno sotto il cosiddetto 'lodo Carrozza', una sorta di pace firmata sotto l'egida dell'ex ministro dell'Istruzione, università e ricerca, con proroga della convenzione fino al 31 ottobre di quest'anno e impegno alla riforma dello statuto per una ridefinizione delle regole e la risoluzione del nodo della governance, sul quale si erano incrinati i rapporti fra le due istituzioni.

Il risultato è che oggi, su 40 candidati, solo uno riuscirà ad aggiudicarsi il posto nel corso di Medicina e chirurgia. "Il nome del San Raffaele attrae. Una buona notizia per noi, che si aggiunge a quanto emerso in questi mesi dalle valutazioni della qualità dell'assistenza sanitaria dell'ospedale", continua il preside. L'Irccs di via Olgettina, assicura, "è rimasto quello che è sempre stato: uno dei primi istituti d'Europa. Ed è stato riconosciuto anche nell''annus horribilis'. Allo stesso modo l'ateneo ha mantenuto i suoi livelli di qualità, così come la ricerca scientifica dell'intero istituto che ha il numero più alto di progetti vincitori di grant in Italia". (segue)

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