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Energia, e' on-line nuova newsletter Gme

ECONOMIA
Energia, e' on-line nuova newsletter Gme

E' on line, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org , il nuovo numero della Newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme). La newsletter si apre con un intervento di Emanuele Vendramin, del RIE, sul nuovo pacchetto Clima-Energia discusso in questi giorni dalla Commissione europea, che prevede un taglio del 40% (rispetto al 1990) alle emissioni di gas serra entro il 2030 e una percentuale di fonti rinnovabili nel mix energetico europeo che sale al 27%.


Secondo Vendramin l'Europa a 28 "ha già ridotto del 18% rispetto al 1990 le proprie emissioni di gas serra e, sulla base delle politiche già implementate, è attesa un'ulteriore riduzione del 24% al 2020 che aumenterà fino al 32% al 2030", mentre la quota di energia rinnovabile "nel 2012 si attesta al 13% dei consumi finali lordi e, sempre sulla base delle politiche già implementate, si porterà al 21% del mix nel 2020 e al 24% nel 2030". Pertanto, ammette l'esperto del RIE, gli obiettivi del nuovo pacchetto Clima-Energia sono ''in linea con la curva di riduzione già esistente e non dovrebbero richiedere un significativo impegno supplementare''.

Nonostante ciò ''ancor prima che venisse pubblicata la proposta di riforma del pacchetto clima-energia si erano mosse le varie lobby - osserva Vendramin -: l'industria energivora per un unico target, quello emissivo, e di portata inferiore (35%), le associazioni ambientaliste che chiedevano tutti i target vincolanti e quello emissivo più ambizioso (50-55%)''. Ma, considerando quanto accaduto nell'approvazione del precedente pacchetto 20-20-20, per il quale si erano paventati gli eccessivi costi che sarebbero ricaduti sull'industria e sui cittadini europei, ''a distanza di solo cinque anni non si è invece assistito a nulla di tutto ciò''. Tuttavia, aggiunge l'esperto del RIE, ''come è ben noto, l'Europa (e in particolare l'Italia) è stata colpita da eventi macroeconomici di portata inimmaginabile al momento dell'approvazione del primo Pacchetto clima-energia che hanno provocato un drastico calo dei consumi e del reddito''.

Per questo, sottolinea Vendramin nell'analisi, ''sarebbe stato più appropriato che la Commissione, invece di ripercorrere gli errori del passato, presentasse un pacchetto di obiettivi dinamici (come ad esempio un indicatore di intensità carbonica) che tenessero conto del contesto reale (e non di quello stimato) in cui si troverà l'Europa nel 2030. Sembra, invece, più corretta la definizione di un target sulle rinnovabili solo a livello europeo e non a livello nazionale. Se si guarda sempre al passato, si vede come la definizione di un triplice obiettivo nel primo Pacchetto ha innegabilmente prodotto una sovrapposizione di politiche che hanno fortemente penalizzato l'ETS''.

L'auspicio, conclude quindi Vendramin, è ''che la mancanza di target nazionali consenta un'armonizzazione a livello europeo delle politiche di sostegno alle fonti rinnovabili ed un livello più efficiente di supporto alle diverse tecnologie. Tuttavia, quest'operazione necessita di un largo consenso tra gli Stati membri non solo sulla politica climatica e ambientale, ma soprattutto sulla politica economica ed industriale''.

All'interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all'analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities.



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