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Dieselgate, Corte Ue: "Volkswagen ne risponde in tutti Stati membri

ECONOMIA
Dieselgate, Corte Ue: Volkswagen ne risponde in tutti Stati membri

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Un costruttore di automobili, Volkswagen nel caso specifico, che abbia venduto veicoli "illecitamente manipolati" in altri Stati membri dell'Ue, diversi da quello in cui ha sede, la Germania, può essere citato in giudizio nei Tribunali di quegli stessi Stati membri. Il danno subito dall'acquirente si concretizza nel momento in cui acquista l'automobile per un prezzo superiore al suo valore reale. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell'Ue, in una causa che riguarda un'associazione austriaca di consumatori (Vki) e la Volkswagen. La Vki ha citato in giudizio il colosso di Wolfsburg a Klagenfurt, in Austria, chiedendo il risarcimento dei danni subiti da 574 consumatori austriaci che avevano acquistato auto, nuove o usate, equipaggiate con un motore Ea 189, prima che si sapesse, il 18 settembre 2015, che quei motori erano equipaggiati con un 'defeat device', un impianto illegale che consentiva di 'truccare' i dati relativi alle emissioni inquinanti.


La Vki ha chiesto ai giudici di Klagenfurt di riconoscerle 3,6 mln di euro di danni, per conto dei consumatori, e di dichiarare la casa tedesca responsabile di tutti i danni non ancora quantificabili o destinati a prodursi in futuro. Per la Vki, se i consumatori fossero stati a conoscenza della manipolazione, o non avrebbero comprato quelle auto oppure avrebbero ottenuto un prezzo inferiore del 30%.

Essendo le auto difettose fin dall'inizio, il loro prezzo di acquisto e il loro valore erano nettamente inferiori al prezzo effettivamente pagato: la differenza costituisce il danno subito dai consumatori. La Volkswagen ha contestato la competenza dei giudici austriaci, che si sono rivolti alla Corte di Giustizia. In linea generale, nell'Ue sono competenti gli organi giurisdizionali dello Stato in cui il convenuto ha il proprio domicilio.

Tuttavia, nelle cause civili viene attribuita dal diritto Ue una competenza speciale al Tribunale del luogo in cui si è concretizzato il danno e a quello del luogo in cui si è verificato l'evento "generatore" del danno medesimo. Per la Corte, il luogo dell'evento generatore, cioè l'installazione del defeat device, è la Germania, ma il luogo in cui il danno si è concretizzato è l'Austria, dove i veicoli sono stati comprati.

Per i giudici, "il danno lamentato si è concretizzato solo al momento dell'acquisto dei veicoli, per un prezzo superiore al loro valore reale". Peraltro, osserva la Corte, il costruttore che venda veicoli in altri Stati membri "può ragionevolmente attendersi di essere citato" davanti ai Tribunali di questi stessi Stati.



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