Ftse Mib in testa ai listini europei, bene le banche e Telecom Italia

FINANZA
Ftse Mib in testa ai listini europei, bene le banche e Telecom Italia

Dopo i massimi da quattro mesi toccati venerdì, anche la nuova ottava delle borse europee inizia sopra la parità. In una giornata orfana del faro di Wall Street, chiusa per il Presidents’ Day, il listino milanese fa segnare la performance migliore del Vecchio continente grazie al buon andamento di un comparto bancario spinto dall’attesa di nuovi finanziamenti agevolati da parte della Bce. Sul Ftse Mib, che ha terminato in rialzo dello 0,58% fermandosi a 20.329,83 punti, spicca il +3,15% di UniCredit nel giorno in cui gli analisti di Goldman Sachs hanno incrementato il prezzo obiettivo da 17,9 a 18,2 euro e confermato la valutazione “buy”.


Segno più anche per Intesa Sanpaolo (+0,88%), FinecoBank (+1,48%) e Ubi Banca (+3,91%). Per quanto riguarda quest’ultima, il Consigliere delegato dell’istituto, Victor Massiah, ha anticipato, nel corso di un’intervista ad Affari&Finanza de “la Repubblica”, che è in arrivo una nuova concentrazione nel comparto bancario. Nel caso in cui venisse rinvenuta la possibilità di diventare più forti, ha detto il manager, “noi non staremo a guardare”.

Giornata all’insegna degli acquisti anche per Telecom Italia (+3,19%). L’incremento della quota da parte della Cassa Depositi e Prestiti, rilevano gli analisti, dovrebbe assicurare stabilità alla società. Sotto la parità invece FCA (-0,17%) ed Eni (+0,37%). In uno studio elaborato dall’analista Patrick Hummel, Ubs ha ridotto la valutazione sulla casa automobilistica da “buy” a “neutral” con il prezzo obiettivo che da 21 passa a 14 euro. In presenza di uno scenario Emea e Cina valutato “difficile”, l’istituto svizzero ha ridotto le stime di Ebit 2019 di 15 punti percentuali e definito “fuori portata” l’obiettivo di un margine operativo 2020 nel range 9,2-10,4 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il cane a sei zampe, Equita ha incrementato il prezzo obiettivo da 19 a 20 euro confermando la valutazione “buy”. "Miglioriamo le stime di Eps del 5% sul periodo 2019-2020 grazie ai risultati del quarto trimestre", rilevano gli analisti.

Tra le commodity, +0,41% del future sul Brent a 66,5 dollari il barile mentre l’eurodollaro ha terminato poco mosso a 1,1309 (+0,15%). Sull’obbligazionario, segno meno per lo spread con i titoli tedeschi che approfitta del rialzo del rendimento dei Bund, e del lieve calo registrato dai Btp, per scendere a 265 punti base, -1,5% sul dato precedente. (in collaborazione con money.it)



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