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Ftse Mib sotto quota 23 mila, balzo dello spread

FINANZA
Ftse Mib sotto quota 23 mila, balzo dello spread

(Fotogramma)

Esaurito il rimbalzo che ha caratterizzato la seduta di ieri, il paniere principale del listino milanese torna a registrare forti ordini di vendita. Mentre la situazione in Cina sembrerebbe essersi stabilizzata, sotto i riflettori ci sono quei Paesi, il nostro in prima fila, in cui il Coronavirus si sta diffondendo con preoccupante rapidità.


Per Bank of America la crescita globale nel 2020 è destinata a scendere sotto quota 3%, su livelli che non si vedevano dalla grande recessione finanziaria. “Le interruzioni prolungate alle catene produttive in Cina danneggeranno le catene di approvvigionamento globali e la debolezza dei flussi turistici rappresenta un altro ostacolo per l’Asia”, ha detto Aditya Bhave, economista di BofA. “Focolai limitati, simili a quelli in Italia, sono possibili in molti Paesi provocando quarantene e influenzando negativamente il clima di fiducia”. “Abbiamo ridotto –stima Bhave - la stima sulla crescita globale 2020 al 2,8% (dal 3,2%). Si tratta del dato minore dal 2009”, riporta una nota diffusa dalla banca.

Sul Ftse Mib, che ha terminato sotto quota 23 mila punti (-2,66% a 22.799,37), la palma di titolo peggiore spetta ad STM, in rosso del 6,86% a causa dei ribassi generalizzati che hanno riguardato il comparto tecnologico europeo dopo il taglio delle stime sul fatturato da parte di Microsoft. Giornata particolarmente pesante anche per le azioni Juventus (-6,08%), dopo la sconfitta rimediata in Champions League, e per Azimut (-5,2%). Nel complesso, gli unici due segni più sul listino delle blue chip sono appannaggio di CNH Industrial (+0,89%) e Recordati (+0,05%).

Nel comparto bancario Ubi Banca ha terminato in calo del 3,83% il day-after l’annuncio di Cattolica Assicurazioni (-2,46%) di aver apportato il suo 1,01% del capitale della banca al patto di sindacato CAR, già orientato a votare contro all’offerta di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo (-3,88%). Seduta di forti vendite anche per UniCredit (-4,38%) nonostante il nuovo accordo relativo i pagamenti con la francese Worldline e il rafforzamento della raccomandazione di acquisto da parte degli analisti di Berenberg.

Ancora rialzi per lo spread tra Btp e Bund, salito oggi di oltre 10 punti percentuali a 163,5 punti base. Oggi il Tesoro ha emesso il nuovo titolo decennale per 4 miliardi di euro con un rapporto di copertura a 1,26 e un rendimento all’1%, contro lo 0,94% del collocamento del 30 gennaio scorso. (In collaborazione con money.it)



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