L'ex difensore della Juventus oggi nello staff azzurro: "Se serve un Sinner all'Italia? Ci vuole tempo ma nascosta polvere sotto tappeto"
Leonardo Bonucci invita l'Italia a sognare per il prossimo ct. "Sono rimasto con la Nazionale perchè mi è stato chiesto di fare un po' da ponte per quanto riguarda la parte di scouting dei giovani e dei ragazzi che possono essere convocati per le partite di giugno. In riferimento a quello che potrebbe essere il prossimo allenatore dell'Italia, seguendo un po' i nomi che sono stati fatti, se veramente c'è voglia di ricominciare ripartirei dalla possibilità, accennata, di avere Guardiola, perchè significherebbe dare un cambio netto a tutto il passato. Penso sia molto difficile, ma sognare in questo momento non costa nulla" dice ai Laureus Awards di Madrid. "Sono rimasto con la Nazionale perchè mi è stato chiesto di fare un po' da ponte per quanto riguarda la parte di scouting dei giovani e dei ragazzi che possono essere convocati per le partite di giugno".
"Se serve un Sinner nel calcio per risollevare la Nazionale? Penso che sicuramente ci vorrà del tempo. Quello di sicuro. Come è successo nel tennis, dove abbiamo avuto per tanti anni praticamente nessuno nei top 100 e oggi abbiamo la fortuna di averne 10 nelle prime posizioni. Ci deve essere un'alleanza tra politica e calcio, quella è fondamentale, perché si deve andare tutti verso la stessa direzione. E poi si deve ripartire dalle basi, insegnare ai giovani tecnica individuale, che è quella che oggi forse manca di più ai talenti che abbiamo, perché li abbiamo. ma non li lasciamo liberi di esprimersi", ha aggiunto l'ex difensore della Juventus e della Nazionale e oggi nello staff azzurro sul flop dell'Italia con la terza mancata partecipazione di Mondiali.
"E' questa è la cosa che più stiamo pagando, perché è vero che la tattica è importante, ma è anche vero che lasciare l'iniziativa a chi ha talento gli permette di arrivare a grandi risultati. Ma lo abbiamo visto anche prima, quando ne avevamo di talenti, che supportati dalla tattica ci hanno permesso di arrivare ad essere campioni del mondo del calcio. Da lì dobbiamo ripartire. Abbiamo nascosto per tanti anni la polvere sotto il tappeto, ma i problemi erano evidenti. Spero che questo fallimento della nazionale italiana di calcio possa essere un nuovo inizio per riportare poi nei prossimi anni l'Italia al posto che merita", ha aggiunto Bonucci dai Laureus Awards di Madrid.
"Le parole di Gullit su di me e sul Dna dell'Italia? Sicuramente mi emozionano le sue parole perché sono state dette da una grande icona del calcio e dello sport in generale, come Gullit, quindi fanno sempre molto piacere. Credo che, al di là delle capacità nostre a livello di qualità tecnica, l'importante oggi, dopo questo fallimento del Mondiale, sia di costruire dalle basi il calcio italiano. E' vero che noi italiani siamo sempre partiti dalla difesa per costruire grandi squadre ma sono però altrettanto convinto che abbiamo dei grandi talenti nel calcio italiano e bisogna avere il coraggio, come fanno in tanti altri Paesi, di buttarli nella mischia anche a costo di qualche errore per poter ritornare ad essere quell'Italia rispettata e rispettabile in ogni competizione".