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Staminali: Aifa a commissione Lombardia, piu' di ordinanza non potevamo fare

28 aprile 2014 | 16.25
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Milano, 28 apr. (Adnkronos Salute) - "Mi sfugge che cosa l'Aifa dovesse fare più di un'ordinanza". Con queste parole Luca Pani, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco, riassume l'operato dell'autorità regolatoria nella vicenda Stamina, durante l'audizione davanti alla Commissione Sanità del Consiglio regionale lombardo, impegnata nell'indagine conoscitiva sull'approdo del metodo proposto da Davide Vannoni agli Spedali Civili di Brescia. Il riferimento è al provvedimento con cui l'Aifa nel maggio 2012 ha stoppato il laboratorio dell'ospedale lombardo sulle attività Stamina.

Pani ha risposto ad alcuni consiglieri regionali che, in merito al ruolo dell'Agenzia nell'avvio dei trattamenti a Brescia, hanno chiesto perché l'Aifa si fosse "mossa solo a maggio 2012". Oggi, ha spiegato Pani, "abbiamo definito con chiarezza quali erano le regole del gioco e come queste regole non siano state rispettate. Questa è una situazione molto delicata. Oltre all'ordinanza, come Aifa, non abbiamo altri strumenti. Abbiamo anche emanato una diffida nei mesi successivi. L'ordinanza è stata dichiarata legittima dal Tar della Lombardia".

Nell'ambito delle ordinanze dei giudici sui singoli casi di pazienti che chiedono l'autorizzazione ad accedere ai trattamenti, "è stata disapplicata qualche volta e in altri casi dichiarata non disapplicabile", ha ricordato ancora Pani. Si è trattato "della prima ordinanza della storia dell'Agenzia. Di fronte a questo qualunque email diventa un granello di sabbia", ha sottolineato il Dg tornando sul carteggio fra il dirigente dell'autorità regolatoria, Carlo Tomino, e i Civili di Brescia agli albori del progetto Stamina. (segue)

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