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Tumori: +30% melanomi in 10 anni, ecco come proteggersi al sole

13 maggio 2014 | 17.55
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Milano, 13 mag. (Adnkronos Salute) - Quasi 200 mila persone colpite ogni anno nel mondo, 9 mila solo in Italia, con un aumento dei casi pari al 30% negli ultimi 10 anni. Sono i numeri del melanoma, legato a doppio filo con un'esposizione sbagliata al sole: intensa, intermittente, senza protezione adatta soprattutto quando la pelle è chiara e non abituata al 'bacio' dei raggi. L'Abc della tintarella sicura è stato ricordato oggi a Milano, durante un incontro promosso da Roche per presentare nuovi dati su vemurafenib, la prima terapia personalizzata contro il melanoma avanzato, prodotta dall'Italia per tutto il mondo, disponibile da un anno.

Buon senso sotto il sole e diagnosi precoce sono "due strade che permetterebbero di evitare la degenerazione della patologia nel 99% dei casi", assicurano gli esperti. Ecco le 10 regole da seguire: 1) Conoscere il proprio fototipo ed utilizzare creme solari adeguate alla propria pelle, soprattutto su bambini e ragazzi di età inferiore a 15 anni 2) Ridurre al minimo le esposizioni ai raggi solari, specie nelle ore centrali della giornata 3) Evitare le scottature 4) Non esporsi al sole con profumi ed essenze 5) Evitare l'uso di lampade e lettini abbronzanti; 6) Utilizzare indumenti adeguati (cappelli, magliette, occhiali) 7) Sostare all'ombra 8) Non esporre al sole i bambini fino al sesto mese 9) Controllare i nei per verificare eventuali cambiamenti (nel 20-30% circa dei casi il melanoma può degenerare da un neo pre-esistente) 10) Fare un controllo una volta l'anno dal dermatologo o comunque ogni volta che si nota una mutazione dei nei.

Occhio dunque all''alfabeto dei nei', e cioè alle caratteristiche da tenere sempre sotto controllo: A come asimmetria (i melanomi sono di solito asimmetrici, con metà macchia più grande dell'altra); B come bordi irregolari (i melanomi li hanno 'a carta geografica'); C come colore (osservare eventuali cambiamenti); D come dimensione superiore a 6 millimetri (il neo va fatto controllare dallo specialista); E come evoluzione progressiva (in un adulto un neo non deve crescere). (segue)

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