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Tumori: da Verona nuova tecnica per diagnosticare forme rare

20 febbraio 2014 | 16.30
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Milano, 20 feb. (Adnkronos Salute) - Sequenziare contemporaneamente 50 geni da una piccola porzione di tessuto, prelevata dalla biopsia o durante l'intervento chirurgico. Una "rivoluzione nella diagnostica dei tumori rari", annuncia l'univerisità di Verona, resa possibile dal team del Centro di ricerca sul cancro 'Arc-Net' dell'ateneo, guidato da Aldo Scarpa, direttore del Dipartimento di patologia e diagnostica. I risultati di un loro studio sono stati pubblicati 'Journal of Clinical Oncology', rivista ufficiale dell'Asco, la Società americana di oncologia clinica.

La nuova metodica - spiega l'università di Verona in una nota - è stata utilizzata nello studio di un tumore raro del fegato, il carcinosarcoma, di cui si è potuto stabilire con certezza l'assetto molecolare sia della cellula progenitrice che delle diverse sottopopolazioni di cellule variamente differenziate che compongono il tumore esaminato. Questa caratterizzazione molecolare ha permesso di individuare le mutazioni di geni bersaglio di farmaci già esistenti.

"Il lavoro - sottolinea Scarpa - dimostra la potenzialità diagnostica delle nuove metodiche di sequenziamento del Dna nell'identificazione del complesso di mutazioni geniche presenti in un tumore, ai fini della caratterizzazione molecolare di ogni singolo tumore. Un importante passo in avanti che guarda alla personalizzazione delle terapie attraverso l'impiego di farmaci mirati a bloccare le molecole alterate nello specifico cancro di ciascuna persona. Solo leggendo l'insieme delle mutazioni del codice genetico insite nelle cellule tumorali, infatti, potremo sfruttare al meglio i farmaci bersaglio". La tecnica 'made in Verona' getta le basi per un passo avanti decisivo in questa direzione, conclude la nota.

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