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Ucraina, Lavrov: “Mosca pronta a dialogare con Poroshenko”

26 maggio 2014 | 13.44
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La Russia apre al vincitore delle presidenziali che incontrerà la leadership russa entro la prima metà di giugno. Yanukovych: rispetto le elezioni, ma dubbi su loro legittimità. Sospesi i voli all’aeroporto di Donetsk dopo l’intervento dei separatisti armati

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(Foto Xinhua)

Petro Poroshenko incontrerà la leadership russa entro la prima metà di giugno. Ad anticiparlo è il vincitore stesso delle elezioni presidenziali in Ucraina, poco dopo il segnale di disponibilità espresso dal ministro degli esteri russo Sergei Lavrov.

“La stabilità nell’est dell’Ucraina non è possibile senza contatti con Mosca”, ha sottolineato il presidente ancora non ufficiale, precisando che l’offensiva militare in corso nel Donbass, di cui Lavrov ha di nuovo chiesto la fine, proseguirà, anche se in modo “più efficiente”. Poroschenko - che si insedierà il 9 o il 10 giugno prossimo, come annunciato da Roman Zvarych, uno dei dirigenti della campagna elettorale - ha anche detto che intende mantenere in carica il governo facente funzione e il premier Arseniy Yatsenyuk.

In Ucraina hanno votato ieri più del 60% degli aventi diritto, anche se nelle regioni separatiste di Donetsk e Luhansk la maggioranza dei seggi è rimasta chiusa. Secondo i risultati ancora preliminari relativi allo spoglio del 70% delle schede, l’industriale già al governo sia con Yanukovich che con Yushchenko ha vinto quasi il 54% dei voti.

In mattinata il ministro degli Esteri russo Lavrov aveva annunciato: “Siamo pronti al dialogo con Petro Poroshenko”. Solo un dialogo vero con gli insorti nell’est dell’Ucraina potrebbe mettere fine alla crisi nel Paese, aveva ribadito Lavrov, sottolineando che se il governo di Kiev rinnovasse la sua operazione militare contro di loro sarebbe un “errore enorme”.

Dal canto suo l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych, deposto lo scorso febbraio, ha detto di rispettare le elezioni presidenziali che si sono tenute nel Paese, ma dubita della loro legittimità. “Per avere un presidente legittimo, è necessario che il sud e l’est del nostro Paese partecipino”, ha affermato Yanukovych in un comunicato trasmesso dalle agenzie di stampa russe. Molti elettori in queste regioni, ha sottolineato, sono stati “insultati e umiliati” dalle azioni delle “autorità illegittime” che hanno preso il potere in Ucraina.

“Queste elezioni hanno dimostrato lo spirito democratico degli ucraini che hanno avuto l’opportunità di esprimere in modo autentico la loro scelta alle urne, opportunità che in molti hanno colto”, ha dichiarato Joao Soares, il coordinatore speciale della missione a breve termine dell’Osce sottolineando che le elezioni che si sono svolte “in circostanze eccezionali hanno largamente rispettato gli impegni democratici” del Paese. Unico appunto degli osservatori internazionali su un processo avvenuto “in un ambiente difficile e in un arco di tempo limitato”, e comunque “generalmente in modo indipendente, imparziale ed efficiente”, è “la mancanza di una adeguata regolamentazione su alcuni aspetti dell’elezione che ne ha diminuito l’uniformità”. In particolare, si cita la sostituzione di numerosi candidati alle commissioni elettorali locali che si è ripercossa sulla “stabilità e la efficienza” del lavoro complessivo, anche se la maggior parte delle commissioni elettorali fuori dalle regioni di Donetsk e Luhansk sono riuscite a superare questi problemi.

Intanto all’aeroporto di Donetsk sono stati sospesi i voli a seguito dell’intervento di separatisti armati. Lo riferiscono, scrive la Bbc, alcuni funzionari secondo cui decine di uomini si sono presentati nelle prime ore di oggi chiedendo alle truppe ucraine di ritirarsi dall’aeroporto. Allo scalo ‘Sergej Prokofiev’, i voli sono quindi stati sospesi temporaneamente dopo che separatisti, presumibilmente membri dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, hanno chiesto di rimuovere le truppe ucraine a guardia del perimetro interno dell’aerostazione. Secondo funzionari, ci sono stati “spari”. “Sul territorio dell’aeroporto - ha detto Dmitry Kosinov, capo ufficio stampa del ‘Prokofiev’ - ci sono persone armate, ragione sufficiente per fermare il nostro lavoro per motivi di sicurezza”.

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