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"Un'ora di nutrizione a scuola e stili di vita sani"

24 febbraio 2023 | 08.14
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Per il ministro della Salute Schillaci bisona "ripartire dalle nuove generazioni; l'alimentazione corretta va inserita nei programmi didattici primaria e secondaria"

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(Fotogramma)

"Credo che, oltre alle campagne mediatiche che vanno fatte in maniera adeguata per la popolazione a cui si rivolgono, ovvero i bambini, sia importante entrare nelle scuole con programmi chiari e con spiegazioni adatte a quelle età. Investire sugli adulti di domani, indicare corretti stili di vita insegnando anche come ci si comporta rispetto all'ecosistema in cui viviamo, con cose semplici come non sprecare acqua, è un investimento che ci sta molto a cuore e che questo Governo si impegna a portare a termine". A scuola "bisognerà trovare un'ora non solo di nutrizione, ma per parlare di corretti stili di vita, dove la nutrizione è un punto fondamentale, ma insieme all'importanza dello sport e di altre norme educazionali". A sottolinearlo è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, parlando a margine della Conferenza nazionale sulla nutrizione.

"E' giusto che i cittadini del domani sappiano come devono mangiare e come si devono comportare nei confronti del mondo che li circonda, noi abbiamo tutta la volontà di riuscirci", ha incalzato il ministro. Un concetto ribadito anche nel suo intervento: "Obesità, diabete mellito e malnutrizione sono prevenibili e la nutrizione gioca un ruolo determinante per la loro prevenzione. E' emerso chiaramente dai dibattiti di questi giorni come sia fondamentale potenziare l'alfabetizzazione sanitaria, a cominciare dai più piccoli: se è vero che un bambino di 2 anni obeso sarà un adulto obeso, educare alla sana alimentazione i più piccoli significa preservarli da malattie croniche, consentire un risparmio per il Servizio sanitario nazionale e avviare il Ssn e gli italiani a una vita più lunga e più sana, come vogliamo fortemente fare".

L'educazione a una sana alimentazione, per Schillaci, "non può non ripartire dalle nuove generazioni" e deve "essere inserita nei programmi didattici della scuola primaria e secondaria". Con questa idea, "insieme al ministero dell'Istruzione e del merito, al ministero dell'Agricoltura e al ministero dello Sport e giovani, abbiamo avviato un confronto per inserire nei programmi didattici la promozione per una corretta cultura della prevenzione nel suo complesso che riguarda tutti i corretti stili di vita: sana alimentazione, praticare attività fisica, evitare fumo, alcolici, uso di sostanze".

Le leve della prevenzione fra i banchi di scuola possono essere diverse, ha osservato Schillaci: "In ambito scolare, la ristorazione scolastica deve trasformarsi in uno strumento per la promozione di modelli basati sulla dieta mediterranea italiana e su approvvigionamenti da filiere territoriali, invertendo il consumo sempre più diffuso, soprattutto tra i più giovani, di alimenti ultraprocessati con conseguenze nocive sulla salute dei nostri ragazzi".

Il coinvolgimento della scuola nella promozione della salute "va rafforzato e incrementato - insiste il ministro - rappresentando l'ambiente più idoneo per insegnare ai ragazzi che l'adozione di stili di vita sani, come l'alimentazione corretta e la riduzione degli sprechi alimentari, sono fattori essenziali per salvaguardare la sostenibilità alimentare, ambientale e della sanità pubblica".

Anche i giovani medici dovranno avere solide basi in materia di prevenzione, una formazione su questo fronte: "L'insegnamento della nutrizione preventiva - ha osservato infine Schillaci - deve trovare la sua naturale collocazione nel corso di studi di medicina e in tutte le altre discipline sanitarie".

"L'educazione alla corretta alimentazione e ai corretti stili di vita sin dalle prime età della vita è un saggio investimento per prevenire l'insorgenza di obesità e altre malattie croniche non trasmissibili in età adulta, favorendo il benessere non solo individuale, ma dell'intera società". Così all'Adnkronos Salute Annamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria (Sip), che a nome della società scientifica plaude alla proposta del ministro della Salute, Orazio Schillaci, di inserire nei programmi didattici un'ora dedicata alla corretta nutrizione e ai sani di stili di vita e mette a disposizione le competenze scientifiche della categoria per poter realizzare il progetto.

"Da tempo - ricorda Staiano - sosteniamo l'importanza di introdurre l'educazione sanitaria come materia d'insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado per formare cittadini preparati sui temi della sanità pubblica, per avere una generazione adulta in salute e per migliorare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale", conclude la presidente Sip, sottolineando che "il pediatra è la figura più indicata per svolgere questo ruolo educativo".

"Ottima idea un'ora di lezione a scuola su nutrizione e stili di vita, ma aggiungerei anche di malattie infettive e prevenzione. Ad esempio, andare a dire ai ragazzi quanto sono importanti tutti i vaccini, non solo per Covid, ma anche parlare delle malattie sessualmente trasmesse e dell'uso consapevole del preservativo. Spiegare l'uso appropriato dei farmaci, in Italia usiamo troppi antibiotici ad esempio. Fare in questa ora un approfondimento su nutrizione, stili vita anche dal punto di vista del sesso, e poi appropriatezza sull'uso dei farmaci". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, primario Malattie infettive Ospedale San Martino di Genova, commenta la proposta del ministro della Salute, Orazio Schillaci, di introdurre a scuola un'ora su alimentazione e stili di vita sani.

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