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Zaia: "Nessuna scalata alla Lega, Salvini stia tranquillo"

21 giugno 2020 | 09.58
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"Nessuna scalata al partito, Salvini stia tranquillo". A dirlo in un'intervista alla Stampa è il governatore del Veneto, Luca Zaia. ''Lo dico chiaro e tondo, così tranquillizzo tutti: non voglio dare la scalata né al mio partito né a Palazzo Chigi''. E sulla storia delle ciliegie dice: ''Gli avevo raccontato nei dettagli la tragedia prima della conferenza stampa edera molto colpito. Dire che è insensibile è esagerato. Una montatura. La macchina della comunicazione esagera sempre. Per questo cerco di tenere un profilo basso ed evitare la sovraesposizione mediatica''.

''Se fossi Conte - ha poi aggiunto Zaia parlando del Mes - avrei intanto fatto chiarezza sulle modalità del prestito. Se sono così buone, cosa aspetta? Credo che abbia ragione la Lega a dire che così buone non sono". ''Da quanti mesi si parla del Mes o del Recovery fund? Però ancora non sono stati adottati.Conte dice che passerà per la via parlamentare. Benissimo, ma così viene da pensare che le condizioni non siano né così chiare né così vantaggiose come si dice. Io - sottolinea -, in ogni caso, non le ho ancora capite''.

Duro il giudizio sull'Ue: ''L'Europa ha brillato solo per menefreghismo e pressapochismo. Non è stata nemmeno capace di coordinare la riapertura delle frontiere. Io sono un europeista convinto da sempre, ma un'Europa così è da rifare''.

''Ci vorranno più risorse e più apertura mentale. Come ogni sistema, anche a quello sanitario va fatto il tagliando. E, se necessario, va modificato'', ha detto ancora parlando dell'emergenza sanitaria legata al Coronavirus e di cosà si dovrà fare in futuro. ''Una volta per operare un'ernia inguinale ci voleva una settimana di degenza in ospedale. Oggi -spiega Zaia - bastano quatto ore. E poi ormai ogni cittadino ha intasca un telefonino che presto gli dirà anche quanto ha di colesterolo. Arrivano la telemedicina e i robot chirurgici. Noi abbiamo già eliminato la ricetta di carta: il paziente va direttamente in farmacia con quella digitale ricevuta per mail''.

Sull'emergenza coronavirus, politicamente hanno vinto ''le regioni. In pochi mesi siamo passati da 'le regioni bisogna chiuderle' a 'i governatori sono i salvatori della Patria'. Esagerazioni entrambe. Però i padri costituenti hanno avuto ragione ad affidare la sanità alle regioni. Se l'emergenza fosse stata gestita tutta da Roma, la strage sarebbe stata anche peggiore''.

''La lezione è che lo Stato funziona se è federale e se le regioni hanno l'autonomia. Per questo continuerò a battermi per una maggiore autonomia. È la partita decisiva e non è affatto chiusa'', ha aggiunto Zaia.

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