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Dieta, l'esperta: "Più difficile dimagrire per i vegetariani, ecco cosa evitare"

24 settembre 2022 | 14.06
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La nutrizionista Barrucco: "Autunno stagione perfetta per iniziare un percorso"

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Verdure e piatti vegetali sempre alleati della linea? Non è poi cosi scontato. "Seguire una dieta dimagrante per i vegetariani può essere talvolta molto più difficile di quanto si pensi", spiega all’Adnkronos Salute Silvia Barrucco, nutrizionista e medico termale alle Terme di Chianciano dove, il più delle volte, il percorso di 'remise en forme' parte proprio da una revisione del regime alimentare che deve tenere conto delle scelte a tavola, etiche o che si considerano più salutari.

"Le persone che scelgono di essere vegetariane sono spesso convinte di seguire un’alimentazione più adatta alla perdita di peso ma in realtà incontrano molte più difficoltà delle persone onnivore, perché l’eliminazione dei cibi animali fa sì che la dieta si basi molto sui carboidrati, come riso, cereali, pasta, pane", dice la nutrizionista ricordando che per perdere peso alla dieta deve essere abbinata sempre a una buona quota di attività fisica.

"Inevitabilmente - continua - per fare volume si va su questi cibi. E si mangia anche abbondante frutta che comunque contiene degli zuccheri semplici". Per superare il problema, a meno che non si sia vegani, serve ricorrere a proteine animali non derivate dalla carne, "come uova e latticini, soprattutto quelli magri, in modo da non perdere le proteine ad alto valore biologico e al tempo stesso non eccedere con i carboidrati". Va poi "privilegiata la verdura rispetto alla frutta. Gli ortaggi, infatti, sono ricchi di acqua, fibre e poveri di zuccheri mentre la frutta, come sappiamo, li contiene in abbondanza. È poi fondamentale il ruolo dei legumi, perché apportano proteine vegetali, anche una quota importante di carboidrati, e sono quindi alimenti completi, che danno un’alta sazietà e ci permettono di fare dei pasti soddisfacenti senza abbondare con carboidrati, ma assumendo la giusta quota di proteine".

Per il vegano, in caso di dieta dimagrante, continua Barrucco, "la situazione diventa davvero molto difficile, ma non impossibile. In questo caso sono le quantità a fare la differenza. E anche i condimenti. Quando si fa questo tipo di scelta è necessario ancor più essere attenti alla qualità dei cibi, dobbiamo essere dei consumatori molto informati. Andrà privilegiata, ad esempio, la pasta di grani antichi, integrale o semi-integrale, niente farine bianche, sì invece ai cereali, anche interi, quindi farro, orzo, quinoa, amaranto, spaziando per avere un’alimentazione non troppo monotona e per non perdere dei nutrienti importanti", evidenzia Barrucco, che invece non considera sempre necessari gli integratori, "dipende dal singolo, nella dieta vegana in generale, non solo quella dimagrante, alcuni nutrienti si perdono evidentemente, e in alcuni casi può essere utile integrare".

Possono servire, ad esempio "proteine in polvere, non di derivazione animale ovviamente. Ricordiamo, però, che le proteine di origine vegetale hanno un valore biologico più basso e dobbiamo aumentare la quantità per avere la stessa efficacia nella costruzione del muscolo rispetto a quelle animali. Non è necessario mangiare carne, ma se si sceglie di non farlo bisogna avere delle attenzioni particolari. Altrimenti si rischia - pensando di avere dei benefici sul dimagrimento o sulla salute scegliendo un regime vegetariano - di ottenere esattamente il contrario".

Tra gli ‘errori’ più frequenti in un regime alimentare esclusivamente vegetale, riferisce Barrucco, c’è quello di "mangiare molta frutta, assumendo così molti zuccheri. Si pensa che la frutta sia leggera. Si pensa che frutta e verdura appartengano alla stessa categoria. Invece il vecchio motto ‘mangiare tanta frutta e tanta verdura’ deve essere rivisto".

Tanta verdura sì, "ma sulla frutta occorre fare più attenzione perché ci sono studi che, tra l’altro, associano l’eccesso di frutta con la steatosi epatica. Il fruttosio, infatti, che è lo zucchero della frutta, se non opportunamente ‘consumato’ dall’organismo - e purtroppo i nostri stili di vita sedentari non lo consentono facilmente - viene accumulato sotto forma di trigliceridi all’interno del fegato, ed ecco quindi la steatosi epatica, il cosiddetto ‘fegato grasso’".

Si tratta di una condizione "di dismetabolismo anche molto grave che alle nostre terme vediamo spesso e trattiamo con le acque, sfruttando le caratteristiche depurative dell’acqua bicarbonato-solfato-calcica di Chianciano. Il fegato è una ghiandola molto importante che fa parte dell’apparato gastrointestinale, ogni qual volta vogliamo agire sul tratto gastrointestinale dobbiamo prima dare uno sguardo al nostro fegato, se sta lavorando bene e se è in buona condizione di salute", ammonisce la nutrizionista.

"L’autunno è una stagione perfetta per cominciare una dieta che ci aiuti a perdere peso o riequilibrare il nostro stile di vita alimentare. Dopo l’estate che porta con sé qualche eccesso gastronomico legato alla maggiore convivialità, qualche pizza in più, qualche alcolico in eccesso, aperitivi e dopo cena, insieme ad abitudini meno regolate, potrebbe essere proprio questo il periodo giusto per i buoni propositi, aiutati dalla spinta psicologica del ‘riavvio’ delle attività consuete".

Chiaramente, continua l’esperta, "non c’è un periodo giusto standard: iniziare una dieta significa comunque mettersi in una condizione di cambiamento del nostro stile di vita, quindi qualcosa di molto profondo, anche intimo. Le scelte alimentari, infatti, hanno a che fare con le nostre abitudini, con la nostra famiglia, anche con la nostra emotività. Quindi scegliere di ‘mettersi a dieta’ non è così banale, se si punta a un vero cambiamento. In questa prospettiva non c’è un momento giusto, il momento giusto ognuno lo trova dentro di sé, quando trova la giusta motivazione. Ma è sicuramente vero che, una volta finita l’estate, tornando alla routine al lavoro, alla scuola, è più frequente che si dica a se stessi: 'ok adesso cambio qualcosa davvero nella mia vita'".

Le terme possono essere d’aiuto "sia sul piano emotivo sia su quello pratico", dice Barrucco, "in particolare quando si possono utilizzare acque che aiutano a depurare il fegato che, se lavora meglio non solo si favorisce la digestione, ma anche l’alvo intestinale, e spesso le problematiche intestinali sono molto diffuse nella popolazione. Aiutando il fegato si pone la base per poter digerire meglio gli alimenti. Digerire meglio significa ottimizzare l’assorbimento nutrizionale di ciò che mangiamo. E quindi riusciamo anche a ridurre le quantità di cibo assunto. Ottimizzo ciò che mangio". Col le cure termali quindi, "è possibile 'potenziare' la dieta o permettere uno starter importante, a partire da un approccio nutrizionale mirato, accompagnato dalla giusta quota di attività fisica. Depurare è sicuramente un modo per iniziare con il piede giusto", conclude.

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