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Meno cure 'alternative' in Italia, in netto calo il ricorso a terapie non convenzionali

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Meno cure 'alternative' in Italia, in netto calo il ricorso a terapie non convenzionali

(Adnkronos Salute) - Meno cure 'alternative' in Italia. L'uso delle terapie non convenzionali riguarda infatti l'8,2% nella popolazione italiana, in netta flessione rispetto al 2005, e ancor più rispetto al 2000. Nel 2013 erano circa 4,9 milioni le persone che hanno scelto, nei 3 anni precedenti l'intervista, di ricorrere ad almeno un rimedio o terapia di tipo non tradizionale. Erano invece quasi 8 milioni nel 2005, pari al 13,7%. Lo afferma il rapporto Istat 'Tutela della Salute e accesso alle cure', presentato oggi a Roma.


Tra le varie terapie non convenzionali la più diffusa resta l'omeopatia (4,1%), seguita dai trattamenti manuali (3,6%), dalla fitoterapia e dall'agopuntura (utilizzati rispettivamente dall'1,9% e dall'1% della popolazione) e, infine, da altri tipi di terapie non convenzionali (0,2%). Restano marcate le differenze di genere: tra le donne il 9,6% ne ha utilizzato almeno uno nei tre anni, mentre tra gli uomini la percentuale scende al 6,8%.

Il ricorso a trattamenti omeopatici si dimezza tra le donne adulte di 25-54 anni (6,9%) e diminuisce anche tra i bambini: nel 2005 circa l'8,2% della popolazione fino a 14 anni era curato con rimedi omeopatici, nel 2013 la quota scende al 6,1%. I rimedi omeopatici sono molto più diffusi nel Nord-est (7,1%) e in particolare nella provincia di Bolzano, dove vi ricorre il 17% della popolazione, mentre nelle regioni del Mezzogiorno la quota di persone è circa la metà della media nazionale. In Puglia, Basilicata e Calabria non raggiunge neppure l'1% della popolazione. Per tutti gli altri rimedi non convenzionali si riproduce la stessa geografia, con un netto confine posizionato dopo la Regione Lazio, e le regioni del Mezzogiorno tutte al di sotto della media nazionale.

Si conferma, per le persone di status socio-economico più elevato, la maggiore propensione all'utilizzo di terapie non convenzionali: 6,5% per chi dichiara risorse scarse o insufficienti contro 9,3% per chi dichiara risorse ottime o adeguate. Tra quanti hanno fatto ricorso ai diversi tipi di terapie nell'anno precedente l’intervista, si dicono convinti a utilizzarli ancora perché hanno ricevuto benefici il 55,4% per l'omeopatia, il 58% per i prodotti fitoterapici, il 76,7% per chi ha fatto ricorso all'agopuntura e l'83,4% per chi si è sottoposto a trattamenti manuali. Oltre il 41% continua ad assumere trattamenti omeopatici perché preferisce i rimedi naturali, con quote leggermente più basse (37,9%) per il ricorso alla fitoterapia.



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