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Coronavirus, Figc chiede autorizzazione per gare a porte chiuse

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Coronavirus, Figc chiede autorizzazione per gare a porte chiuse

(Afp)

La Figc ha chiesto al governo l'autorizzazione per disputare alcune partite a porte chiuse in seguito all'emergenza Coronavirus, in quanto non specificato dall’ordinanza del Ministero della Salute. E' quanto si apprende da fonti federali mentre è in corso il consiglio Figc. La Figc chiederà anche informazioni sullo stato di alcuni impianti, al momento chiusi dai rispettivi comuni, e quindi al momento non utilizzabili, neanche per gli allenamenti nelle regioni colpite dall’emergenza.
Anche il presidente della Lega calcio di serie A, Paolo Dal Pino, come la Figc ha inviato una richiesta al Governo, attraverso il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, quello dell’interno Lamorgese, e della Salute, Speranza, per chiedere che nei territori considerati a rischio coronavirus si possano giocare gare di calcio a porte chiuse e non vengano sospese. Lo si apprende da fonti della Lega calcio. Alla luce delle misure adottate in modo organico dal Governo allo scopo di prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus, per garantire il corretto svolgimento, delle Competezioni 'Serie A' e 'Coppa Italia', il presidente della Lega di Serie A Dal Pino ha chiesto al governo di valutare l’opportunità che venga disposto che le prossime gare nei territori che dovessero essere ritenuti a rischio, non vengano sospese ma siano disputate a porte chiuse in considerazione della circostanza che il calendario delle manifestazioni calcistiche è allo stato già saturo di impegni anche in considerazione dell’avvio dei prossimi Europei di Calcio.


FONTI GOVERNO - A quanto apprende l'Adnkronos, si va verso la direzione di svolgere le partite di calcio a porte chiuse, nelle aree a rischio contagio coronavirus, anziché sospendere il campionato di serie A. Sarebbe questa, riferiscono fonti di governo, la proposta che il ministro Vincenzo Spadafora ha avanzato al premier Giuseppe Conte già ieri sera e sulla quale il governo sembrerebbe convergere. La misura riguarderebbe non solo la serie A, ma anche i match internazionali, dunque le partite di coppa.



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