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Universita': l'esperto, test Medicina alla francese? Ecco criticita'

29 aprile 2014 | 15.58
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Milano, 29 apr. (Adnkronos Salute) - Modello inglese o modello francese. Il dibattito su quale potrebbe essere per l'Italia la fonte di ispirazione per un'eventuale riforma dei test d'ingresso a Medicina è più aperto che mai. Ma per gli addetti ai lavori la questione "non è così semplice". A sottolinearlo è il presidente della Facoltà di medicina e chirurgia dell'università degli Studi di Milano, Antonio Carrassi. "Non ci sono test ideali", qualunque modello va declinato in 'salsa tricolore' e non è detto che funzioni. "Per esempio, una prova molto ragionevole come quella inglese calata in Italia avrebbe grosse problematiche. In Inghilterra - spiega Carrassi all'Adnkronos Salute - è previsto un colloquio. Se lo facessimo in Italia il rischio di ricorsi sarebbe molto forte".

Se optassimo invece, come si ipotizza in questi giorni, per il test alla francese (accesso libero a tutti e maxi esame di sbarramento alla fine del primo anno) "allora le università italiane dovrebbero organizzarsi in modo notevole con aule e docenti - osserva Carrassi - Perché, seguendo l'esempio degli atenei d'Oltralpe, i 64 mila studenti che si sono iscritti quest'anno ai test d'accesso avrebbero dovuto seguire le lezioni per tutto il primo anno. Si dovrebbe trovare forse un criterio che consenta di ridurne il numero". (segue)

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