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Piazza Affari, due velocità per banche e utilities

07 febbraio 2022 | 18.15
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Fatta eccezione per il listino di Piazza Affari, la settimana delle borse europee è iniziata con il segno più. A spingere al ribasso la borsa meneghina è stata l’ipotesi, implicitamente emersa dall’ultimo meeting della Banca Centrale Europea, di un rialzo di tassi in Europa già a partire dal 2022.

Non a caso sul Ftse Mib, che ha terminato in rosso dell’1,03% a 26.328,93 punti, si è creata una spaccatura tra quei titoli che, fortemente indebitati, pagheranno pegno ad una stretta monetaria (-4,28% per Hera, -3,17% di Snam e -3,13% per Enel) e quelli che invece, come i bancari, sono destinati a capitalizzare la risalita del costo del denaro (+1,8% di Intesa Sanpaolo, +0,97% di Banco BPM e +0,35% per Mediobanca).

Nel comparto, incremento di mezzo punto percentuale per il Monte dei Paschi di Siena (+0,54%) in attesa dei numeri preliminari relativi l’esercizio 2021.

Le tensioni relative i tassi hanno ovviamente spinto al rialzo i rendimenti: il decennale italiano ha visto lo “yield” spingersi fino all’1,9% mentre il differenziale di rendimento con i titoli tedeschi, che nel corso della giornata è salito fino a 161 punti, ha segnato un +2% a 155 punti base.

Tornando all’azionario, Saipem è tornata a salire (+1,09%) nonostante i taglio del rating da “BB” a “BB-” annunciato da S&P Global mentre DiaSorin (-4,33%) ha pagato pegno all’ottimismo sulla fine della pandemia (in collaborazione con money.it).

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