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Borsa: tonfo Mediaset zavorra Piazza Affari che chiude in calo

11 novembre 2015 | 20.16
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Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano - (Infophoto)

Chiusura in rialzo per le piazze finanziarie europee, poco brillanti ma comunque positive. Rallentano sul finale di giornata in scia a Wall Street in calo. Gli indici statunitensi hanno ripreso vigore dopo la chiusura nel Vecchio Continente (alle 18.50 il Dow Jones segna +0,14%, Nasdaq +0,41%, S&P 500 +0,16%).

"La giornata - evidenzia Vincenzo Longo di Ig - è stata condizionata dalla mancanza di dati macro interessanti e dal clima semifestivo negli Usa per via del Veterans Day, che ha lasciato le banche chiuse. Il sentiment potrebbe non aver accolto bene neanche i conti e l’outlook deludente annunciati da Macy’s, una delle più grandi catene commerciali statunitensi. Una simile notizia, alla vigilia della partenza della stagione degli acquisti natalizi potrebbe aver intimorito gli investitori su una crescita debole dei consumi in un periodo così importante dell’anno. L’effetto si è fatto sentire anche su Wal-Mart, che cede poco meno del 2%".

In Europa è Milano a mettere a segno la peggiore performance appesantita dal titolo Mediaset colpito dalle vendite (-9,45%). A Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,26% a 22.385 punti, mentre l'All Share cede lo 0,18% a 24.114. Nel resto dell'Europa, Parigi +0,82%, Francoforte +0,7%, Londra +0,35%, Bruxelles +1,18%, Amsterdam +0,86%, Madrid +0,39%, Zurigo +0,39%, Lisbona -0,39%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha terminato in calo a 101,88 punti base con un rendimento dell'1,63%.

L'attenzione dei mercati era rivolta oggi a Unicredit che ha presentato il piano industriale dei prossimi tre anni e i conti del periodo. Piazza Gae Aulenti chiude invariata a 5,9 euro. "Sul lato conti, ci ha stupito certamente l’utile migliore delle attese (508 milioni di euro contro le attese di 460 mln) e la crescita dei ricavi da commissioni (+2,7% a 1,9 mld euro). Come per il resto del settore bancario, però, l’Istituto di piazza Gae Aulenti - continua Longo - fa fatica a generare reddito in un contesto di tassi bassi o negativi come quello attuale e la situazione non è destinata a migliorare nei prossimi trimestri".

Il piano industriale, invece, "può essere considerato audace. Il colosso bancario italiano ha rispettato le aspettative sul taglio del personale, con una previsione di riduzione di 18.200 unità (12 mila circa al netto della cessione di asset). E’ stata prevista la vendita degli asset in Ucraina e la ristrutturazione/cessione di altre controllate in Polonia e Austria. Nel complesso i costi saranno ridotti di 1,6 mld di euro entro il 2018 e mentre l’utile netto dovrebbe attestarsi a 5,3 mld. Il CET1 è atteso al 12,6% (incluso di dividendi), ben più alto dal 10% attuale. A nostro avviso, le notizie arrivate oggi dalla Banca guidata da Ghizzoni sono positive".

Acquisti sulle popolari che hanno presentato i conti: Bpm +6,54%; Banco Popolare +3,88%. Ubi banca di contro cede il 2,47%, che ha sofferto dei ricavi sotto le attese.

Ma su tutto in evidenzia l'andamento negativo di Mediaset che zavorra il listino principale, che a fine giornata lascia sul parterre il 9,45%. Ad appesantire il titolo la trimestrale diffusa ieri. Il Biscione ha avuto una perdita per il 3Q di 60,1 milioni di euro rispetto alla perdita di 26,3 dello stesso periodo dell'esercizio precedente. Nei nove mesi il risultato netto consolidato registra un miglioramento (-35,8 milioni di euro) rispetto ai -46,8 milioni di euro dei primi nove mesi del 2014.

Realizzi sul lusso dopo il rally di ieri con Yoox Nap che cede il 2,78%, Moncler -0,69%, Tod's -0,69%. In rialzo Salvatore Ferragamo che guadagna lo 0,37%. Luxottica +1,02% dopo accordo con Macy's. In rosso anche l'oil&gas con Tenaris (-1,61%), Saipem (-1,61%) Eni (-0,6%), Snam (-1,25%).

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